Furgone contro tir, morti dodici braccianti

Maria Rosa Tomasello / romaLo sciopero di protesta dei braccianti era stato annunciato prima della nuova strage: una serrata di braccia per ricordare i quattro compagni morti sabato, sulla provinciale 105, mentre tornavano dai campi. Un furgone contro un tir carico di pomodori, uno schianto fatale tra Satriano e Castelluccio dei Sauri, nel Foggiano, che aveva convinto centinaia di lavoratori riuniti domenica dall'Usb nell'ex ghetto di Rignano a fermarsi, domani, per rivendicare diritti e sicurezza.Alle 14.30 di ieri la «mattanza» si è ripetuta, con una sequenza quasi identica a quella del 4 agosto e a pochi chilometri dal luogo in cui il rosso del sangue si era mescolato al rosso dei pomodori. Dodici braccianti, tutti cittadini extracomunitari, sono morti nelle scontro frontale tra un furgone e un tir carico di cereali sulla strada statale 16, nel territorio di San Severo, in località Ripalta, in provincia di Foggia.Erano stipati in un furgone con targa romena che è finito contro un autoarticolato e che, ribaltandosi, ha intrappolato gli uomini che tornavano a casa dopo una giornata di fatica: alcuni morti tra le lamiere aggrovigliate, altri in ospedale dopo che i vigili del fuoco avevano lavorato per ore, senza sosta, per liberarli. Tre persone, tra cui l'autista del Tir sono ricoverate negli ospedali di San Severo e Foggia. «Le vittime di sabato venivano dall'area in cui c'era il ghetto di Rignano Garganico, che venne sgomberato nel 2017 e dove in realtà è già sorto un altro ghetto, con circa 600 roulotte» ha spiegato Daniele Iacovelli della Flai-CgilFoggia, che non ha ancora notizie sulla provenienza delle vittime di ieri. «È una mattanza senza fine, frutto delle condizioni in cui lavorano e si recano nei luoghi di lavoro i tantissimi braccianti, molti stranieri, impegnati nelle campagne di raccolta» dichiarano Susanna Camusso, segretaria generale Cgil e Ivana Galli, segretaria generale Flai Cgil. I sindacati delle categorie agricole di Cgil, Cisl e Uil illustreranno oggi le iniziative promesse per la giornata di domani, 8 agosto, a Foggia. In Puglia arriverà oggi il premier Giuseppe Conte, che volerà anche a Bologna, per portare «la vicinanza del governo ai feriti e ai familiari delle vittime» dei due gravissimi incidenti» di ieri. Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo economico, ha annunciato l'intenzione di potenziare il numero di ispettori «contro la piaga del caporalato». «Controlli a tappeto» chiederà anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il segretario del Pd, Maurizio Martina, ha parlato di «una emergenza nazionale» sottolineando che la legge 199 contro il caporalato «va applicata senza esitazioni». «È una buona legge - ha detto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, - che però deve essere messa in condizione di funzionare». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI