Alla Finver si torna già al lavoro «Azienda salvata dai pompieri»

MOTTA DI LIVENZAErano tutti a lavorare ieri mattina gli 80 operai di Finver, la ditta di verniciature andata a fuoco venerdì mattina. La giornata è andata avanti cercando di fare come se nulla fosse successo: nel piccolo piazzale davanti all'ingresso della ditta c'erano i rottami di metallo accartocciati dalla furia del fuoco, ma appena pochi metri più in là un muletto caricava pacchi su un camion. Un segnale di speranza dopo il terrore di venerdì, quando un operaio arrivato sul posto di lavoro ha sentito prima una gran puzza di fumo e poi ha visto le fiamme. La puzza è rimasta, acre e penetrante. Eppure le facce dei dirigenti volgono quasi al sorriso. Sanno perfettamente che l'hanno scampata bella, che i tre milioni di euro di danni provocati dal fuoco sono poca cosa in confronto a quello che sarebbe potuto succedere. Merito del sistema antincendio se il fuoco ha disintegrato una sola stanza, piena di macchinari acquistati da poco.Dall'azienda ringraziano i pompieri, definiti «angeli», che bagnando il tetto e i muri vicini hanno salvato l'azienda. Ci hanno messo solo sei minuti ad arrivare da Motta. Poi sono arrivati altri sette mezzi. Visto come si era messa, è davvero incredibile che tutto sia ricominciato come al solito, con i soliti ritmi. Ma non chiedete perché il fuoco abbia tentato di mangiare il sudore e i sacrifici di proprietari e operai Finver. Le prime ipotesi circolate venerdì mattina parlavano di un cortocircuito all'illuminazione, ma la proprietà fa capire che potrebbe non essere stata nemmeno quella la causa dell'incendio. Il titolare è stato ieri mattina dai carabinieri, che indagano sull'accaduto. Sarà difficile però individuare con certezza la causa scatenante: in piedi, nell'unica stanza andata a fuoco, non c'è nulla. Le scale che portavano all'esterno dell'edificio sembrano fatte di cera. Sono contorte né più né meno di qualunque altra parte metallica fosse presente nella stanza al momento dell'incendio. La furia del fuoco ha anche abbattuto una parte del soffitto, che lascia entrare una lingua di luce che non fa altro che rendere la vista ancora più spettrale. Pare comunque esclusa la pista del dolo.Buone notizie arrivano dall'Arpav, che tende a rassicurare gli abitanti di Motta, Chiarano e Gorgo, i tre comuni dove la colonna di fumo nera e altissima sprigionatasi venerdì si è fatta vedere meglio. È lo stesso Alessandro Righi a tranquillizzare i cittadini che lo hanno eletto poco più di un mese fa: «Nella relazione dell'Arpav pervenuta al Comune - dice il primo cittadino mottense - che conteneva gli esiti analitici dei due campioni di aria prelevati durante le operazioni di smassamento dell'incendio che ha colpito la Finver, non si evidenziano criticità ambientali». Un sospiro di sollievo per la cittadinanza, dopo quello che si sono lasciati scappare ieri mattina gli operai al rientro al loro posto di lavoro. --Niccolò Budoia