Blitz dei vigili Il Pd attacca Conte «Operazioni show ma la droga resta»

Giorgio BarbieriScintille a Palazzo dei Trecento tra il sindaco Mario Conte e l'ex assessore alla Sicurezza Roberto Grigoletto, con il secondo che ha contestato la reale efficacia dei blitz ad effetto della Polizia locale voluti dal primo cittadino negli ultimi giorni all'esterno della caserma Serena e in via Roma. «Le operazioni devono essere condotte con discrezione», gli ha suggerito Grigoletto, «altrimenti si riesce a prendere solamente qualche pesce piccolo. Ma è chiaro che il suo reale obiettivo è evidentemente quello di agire solo sul piano della percezione». «Ci ricordiamo tutti dello sceriffo del martedì mattina», gli ha risposto Conte, «quando lei partiva dalla stazione con fotografi al seguito per arrivare fino a piazza dei Signori. Il risultato è stato pari a zero».SicurezzaEd è stato infatti il tema della sicurezza a tenere banco durante il Consiglio comunale di ieri ai Trecento. «I numeri dicono che Treviso è una città sicura», ha detto Grigoletto, «e l'amministrazione comunale non deve giocare con percezioni e aspettative dei trevigiani. Soprattutto quando si fanno operazioni probabilmente non concordate con le altre forze dell'ordine. Per quanto ne sa lei il taglio della siepe può aver pregiudicato qualche indagine». «Il sindaco Conte sta facendo quello che non è riuscito a lei», gli ha contestato Davide Acampora, capogruppo di Forza Italia, che ha anche difeso l'iniziativa di piazzare un piantonamento fisso antiprostituzione a Sant'Antonino. «Tra quelle siepi e quegli alberi c'era una latrina e un deposito di droga. Anche un sindaco del Pd ci ha ringraziato», ha invece risposto Conte riguardo l'intervento davanti alla caserma Serena, «e non ci fermeremo. Andremo anche in via Sant'Elena Imperatrice a Monigo dove taglieremo i rami degli alberi per permettere ai lampioni di illuminare meglio e quindi portare più sicurezza».regeniPolemiche ai Trecento anche per lo striscione giallo di Amnesty International che invocava Verità per Giulio Regeni (lo studente friulano barbaramente ucciso al Cairo) scomparso nei giorni scorsi dalla parete di palazzo dei Trecento. «Insieme al sindaco Conte ci siamo resi conto nei giorni scorsi delle condizioni di quello striscione», ha spiegato in apertura il presidente del Consiglio comunale Giancarlo Iannicelli, «era molto rovinato e anche le corde erano malandate. Poteva quindi essere pericoloso e cadere all'improvviso sui passanti mettendo a repentaglio la loro sicurezza. Per questo abbiamo deciso di toglierlo e posso dire anche che non verrà rimesso al suo posto». «Credo che il simbolo sia stato ampiamente esposto e penso possa anche bastare», aveva spiegato il primo cittadino. Una decisione che non è piaciuta alle opposizioni che hanno attaccato la scelta del sindaco. Tra le voci maggiormente critiche quella di Antonella Tocchetto, consigliere comunale del Pd. Continua dunque la polemica sulla scomparsa dello striscione di palazzo dei Trecento. «Il sindaco e il presidente del Consiglio Comunale dichiarano sulla stampa cose diverse rispetto alla "sparizione" dello striscione: se per Conte la cosa è definitiva, Iannicelli non dimostra altrettanta certezza, parla di "manutenzione". A entrambi penso sia utile comunicare che per rimuovere definitivamente lo striscione è necessaria una delibera di giunta visto che è con una delibera di giunta che la precedente amministrazione ha deciso l'installazione» sottolinea Luigi Calesso di Coalizione Civica. Il consigliere Acampora attacca Calesso e commenta l'accaduto con un lungo post su Facebbok. «Credo che rimuovere lo striscione di Regeni sia stato corretto: senza nulla togliere al dispiacere per la morte di quel ragazzo e al dolore comprensibile della famiglia, ma per quanto tempo pensavano dovessimo tenerlo appeso? Sono passati oramai 2 anni e mezzo, il messaggio è stato lanciato e tutti conoscono quella storia, ora basta», spiega Acampora, «e poi, scusate, se ogni volta che succede una disgrazia a nostri connazionali all'estero dovessimo affiggere striscioni perenni, allora dovremmo affiggerne anche per la strage di Ustica, per i tre italiani rapiti in Messico e chi più ne ha più ne metta».viabilitÀ«La pedonalizzazione è un traguardo da assolutamente da raggiungere», ha detto ieri il vicesindaco Andrea De Checchi, «ma i tempi saranno rimodulati senza fare imboscate ai cittadini. È evidente che se in appena sette mesi, nonostante 6 mila permessi, vengono elevate oltre 18 mila multe qualcosa non ha funzionato dal punto di vista della comunicazione». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI