Il nuovo Put è una rivoluzione che divide

VALDOBBIADENEAlea iacta est, il dado è tratto. Dopo tre giorni di lavori, durante i quali è stata completamente modificata la segnaletica orizzontale e verticale, disattivati i semafori e posizionati i new jersey, da oggi Valdobbiadene ha una viabilità tutta nuova: il cronoprogramma è stato rispettato. È sufficiente un colpo d'occhio su piazza Marconi per rendersi conto che con la nuova circolazione è l'intero centro ad aver cambiato aspetto.TOUR DE FORCE DEI VIGILIIl lavoro più estenuante è sicuramente toccato agli agenti di polizia locale, che per tre giorni, dalle 7 alle 20, hanno sfidato il solleone e affrontato stoicamente le infrazioni (bloccando prontamente le vetture che, per la forza dell'abitudine, imboccavano contromano i nuovi sensi unici), gli improperi (di quanti non hanno gradito la rivoluzione della circolazione) e la disperazione dei disorientati. PEDONALIZZAZIONESulla validità del nuovo piano del traffico, che adesso ha evidenza plastica, e che da stamane entra nella fase sperimentale, i valdobbiadenesi si dividono. «La piazza pedonale era un atto dovuto» dice Giacomo Dalla Longa, già sindaco della città e presidente della Provincia, mentre Aldo Gatto, consigliere comunale negli Anni Settanta insieme a Italo Gerlin, classe 1920 e noto imprenditore della seta, non hanno dubbi: «Così si allungano inutilmente i tragitti ed il rischio è di rendere moribondo il centro storico, che invece avrebbe bisogno di dinamismo, di politiche ad hoc». Nonostante per tutta la giornata di giovedì e per buona parte di ieri le attività commerciali di via Garibaldi, e non solo, siano rimaste desolatamente deserte, il gruppo degli ottimisti si è ingrossato: «A me piacciono i cambiamenti. Lasciamoli lavorare - suggerisce Mario Bisol, parrucchiere - è bene aspettare un paio di settimane per vedere come andrà. È presto per le critiche». GIUDIZIO INCERTODello stesso parere i titolari della Tabaccheria e Giulia Gallina, del bar Roma, secondo cui finalmente piazza Marconi sarà fruibile e quindi il centro storico più vivibile. «Anche l'anello al ponte di Vidor - aggiunge Roberto Fusinotto, gestore del bar La Rizza - inizialmente provocò polemiche e prese di posizione, ma è stata una soluzione provvidenziale e così credo accadrà per il centro di Valdobbiadene». Atteggiamento attendista per Antonio Zucchetto, farmacista: «Rispetto al primo progetto - osserva - sono stati apportati netti miglioramenti. Speriamo bene». L'avvocato Fabio Giuggioli conferma invece le sue perplessità non tanto e non solo sul merito, quanto sul metodo: «Non mi risulta - dice l'avvocato - che in fase preliminare sia stata fatta una seria analisi della sicurezza stradale. Mi preoccupa che siano stati sottovalutati i rischi». --Adriana Rasera BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI