«Sposta i tuoi vestiti sporchi». E lui la picchia

VALDOBBIADENEPrima le botte e gli insulti, anche per motivi banalissimi. Come quando lei gli ha chiesto se per favore poteva spostare i suoi vestiti sporchi, lasciati su una sedia della cucina. Poi la minaccia: «Pago gli zingari e ti faccio uccidere, credimi». In mezzo, una lunga serie di vessazioni e violenze fisiche e psicologiche. Ora l'imputato, accusato di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori (stalking), oltre che di minacce nei confronti dei genitori della ragazza, è stato condannato a 8 mesi di reclusione. Protagonista della vicenda è S., un ragazzo di 29 anni residente a Valdobbiadene. A tutela dell'ex compagna e della figlia non riportiamo il nome dell'imputato, che renderebbe identificabili le presunte vittime dei suoi comportamenti. Una storia drammatica di violenza che va ben oltre i confini di reati familiari di questo tipo. Agli insulti e comportamenti vessatori, in questo caso, si aggiungono la violenza fisica brutale e le pesantissime minacce di morte. A raccontare al giudice quanto vissuto sulla propria pelle, era stata proprio la presunta vittima, ovvero l'ex compagna di S. Il capo di imputazione fa riferimento a episodi che si sono susseguiti negli anni, dal 2012 al 2015. Nell'agosto del 2013 uno dei gesti più gravi. «Gli ho solo chiesto, gentilmente, se potesse mettere via i suoi vestiti sporchi che aveva lasciato su una sedia, in cucina tra l'altro», ha raccontato la ragazza al giudice, con la voce rotta dal dolore e dall'ansia, «e lui mi ha strattonata a terra e picchiata». Altro episodio: «Io e la piccola siamo andate alla mostra dell'artigianato di Cison, lì ho comprato alla piccola una paperella che voleva tanto - ha raccontato la ragazza - quando siamo tornate a casa, la piccola voleva mostrare la paperella al papà, ma lui ha iniziato a inveire dicendo che voleva dormire. Lei lo ha toccato inavvertitamente sulla guancia con il giocattolo, lui le ha dato uno schiaffo fortissimo. Non ci ho più visto, gli ho lanciato l'anello. Lui l'ha raccolto e mi ha detto: sai quanto ho speso per comprarlo? Gli ho detto che avrei chiamato i miei genitori, lui mi ha minacciata: chiamo gli zingari e ti faccio ammazzare. E ha minacciato anche loro, quando sono arrivati». L'ex compagna dell'imputato e i suoi genitori si sono costituiti parte civile, assistiti dagli avvocati Elisa Romeo e Alberto Mascotto. Ieri la sentenza di condanna in tribunale a Treviso. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI