«Rugby, infinito piacere» Il mitico Pierre Villepreux disegna il gioco del futuro

Akka ha compiuto 10 anni. È un'idea di Sergio Amaglio, Luca Pavin e Alessandro Gerardi, per ospitare ai Filippin di Paderno gli stage estivi di Pierre Villepreux, per giovani rugbisti e tecnici. Nel 2013, con l'innesto di Sergio Zorzi si espande l'attività: nasce Akka Formazione, l'idea di una formazione permanente in Italia e all'estero. In questi anni, oltre al canonico appuntamento sotto il Grappa, Akka ha tenuto corsi e stage in tutto il Nord Italia, ora è stata inviata anche in club del Centro e del Sud. Recentissimo l'invito in Argentina, a Rosario, in un'accademia under 18. Specialità della casa sono le skills e la tattica, il gioco di movimento e il coaching dove di lavora con l'aiuto di una pedagogista. Zorzi, con Villepreux e Craig Green, ha creato nel 2017 anche Akka-demia, che lavora sulla specializzazione e sull'alto livello, dai 16 anni al rugby senior. -Andrea Passerini/ / PADERNOCentocinquantadue piccoli rugbisti, e 20 allenatori sotto il Grappa. Il motto, o meglio l'acronimo, è Lpm. E' francese: le plaisir du mouvement, il piacere del movimento.Verbo, ma sarebbe da dire Bibbia ovale, di Pierre Villepreux, da poco cittadino onorario di Treviso, che sabato ha concluso il tradizionale stage ai Filippin di Paderno del Grappa, organizzato dalla trevigiana Akka, idea che si è fatta formazione ovale su scala internazionale.«L'insegnamento di Pierre è fantastico, spiega Sergio Zorzi, 53 anni, talentuoso centro di Tarvisium, Benetton e Nazionale, oggi referente dello staff nostrano che si è confrontato con lo staff transalpino, «alla base c'è sempre la libertà del rugbista, la sua creatività, il piacere appunto, concetto basilare nel rugby di Pierre. Ma ora ha saputo affinare un metodo di grande efficacia, che lavora molto sull'immagine e sulla relazione allenatore-atleta. E potremmo sintetizzarlo nel capire per fare, e poi fare per capire ancora meglio».Anche oggi, comunque, Villepreux resta avversario della specializzazione precoce. Così come ogni capacità tecnica acquisita va poi gestita, nella situazione di campo, e montata quasi come un fotogramma in quel grande film che è il gioco da sviluppare per arrivare alla meta.Nel corso della settimana, mercoledì, conferenza tecnica sulle regole del gioco, alla presenza dell'arbitro internazionale trevigiano Marius Mitrea, e la presenza di oltre 80 allenatori. «Ha tenuto banco inevitabilmente la fisicità esasperata del rugby attuale che diventa fattore oggettivo di rischi o e di pericolo», continua Zorzi, «dai duelli aerei, alle percussioni, le fasi si gioco dove l'esasparata fisicità può creare pericoli ai giocatori si sono moltiplicate: certo il rugby deve trovare regole e soluzioni per arginare questo rischio».Fra i temi affrontati, anche la sperimentazione in Francia del doppio arbitro: ogni fischietto si assegna un corridoio di campo, con ben 4 occhi a vigilare sul gioco. «E' una possibilità concreta, i primi test Oltralpe hanno dato esiti interessanti», precisa Zorzi, «a parere di molti potrebbe essere una strada per il futuro». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI