L'oratorio restituito Ora la parrocchia lancia un appello «Restauriamolo»

CONEGLIANOOgliano si mobilita per riportare all'antico splendore l'oratorio di San Michele Arcangelo. La struttura in Strada delle Spezie è uno dei luoghi simbolo, di importanza storica artistica e religiosa non solo del paese, ma anche di Conegliano. Si trova però in uno stato di grave degrado, invaso da sterpaglie e lasciato in semi abbandono. La parrocchia di Ogliano ha deciso di acquistare l'immobile con fondi propri, dai privati che ne detenevano la proprietà. L'oratorio si trova in campagna non distante da Formeniga, in un posto che è anche di grande pregio paesaggistico. Le prime notizie storiche risalgono all'anno 1348, quando fu citato come dipendenza dell'abbazia benedettina di San Pietro di Colle (oggi Colle Umberto). In un inventario di beni ecclesiastici fu poi classificato come un bene che faceva parte del Canonicato di San Matteo. «Ora la struttura è in pessimo stato ed è bisognosa di una radicale intervento di ristrutturazione - spiegano dalla parrocchia di Ogliano -. Nelle prossime settimane la parrocchia riunirà le associazioni del paese per decidere come procedere. Verrà aperta una sottoscrizione pubblica, nella speranza che l'oratorio possa essere riportato presto all'antico splendore». Fu il compianto don Luigi Cescon, scomparso lo scorso marzo, a voler far rivivere quel simbolo religioso della comunità. L'oratorio fu eretto ancora prima che tra il XV e XVI si formasse la parrocchia di Ogliano. Si tratta di un patrimonio storico-culturale anche per l'intera città di Conegliano. Con il passaggio formale dal notaio ora è ritornato alle origini. Servirà il supporto di associazioni, cittadini e chiunque voglia partecipare, per sistemare quel luogo. «La parrocchia, ora retta da don Guerrino Pagotto - spiegano i parrocchiani - desidera ringraziare i Cesare Ruggeri e Biancarosa Adami di Valdobbiadene nonché Maria Michela Draisci di Roma che, a vario titolo, hanno acconsentito di acquisire questo prezioso bene. Un ringraziamento anche all'avvocato Alessandro Bortoluzzi, al dottor Davide Simonetti e ai geometri Severino Perinot e Matteo Zava, professionisti che hanno prestato la loro opera e che hanno consentito di superare ostacoli burocratici non indifferenti. Un pensiero particolare va rivolto a Don Luigi Cescon che, con lungimiranza, aveva avviato le pratiche». --DIEGO BORTOLOTTO