Zaia e Nardi sicuri «È solo un rinvio vinceremo a Baku l'anno prossimo»

Da Manama, capitale del Bahrein che ha bocciato il Prosecco, a Baku, in Azerbaigian, dove il Prosecco è convinto di ribaltare la partita l'anno prossimo, ci sono 2.200 chilometri e una sfida: dimostrare che le colline del Conegliano-Valdobbiadene sono "uniche". Sia Innocente Nardi, presidente del Consorzio di Tutela Docg, che Luca Zaia, presidente della Regione, ribadiscono che questa non è una bocciatura: «Siamo stati rimandati» assicura Zaia; «Avrebbero potuto imporci di non ripresentare il dossier per due anni» gli fa eco Nardi.Insomma, i protagonisti della candidatura raccontano una sconfitta... di successo. E trattano la nuova sfida, con orizzonte al 2019, come una formalità: «Come a scuola, ci hanno rimandati in una materia, vorrà dire che passeremo non a settembre ma l'anno prossimo» spiega Zaia. «Entrare con un parere strumentalmente negativo e tornare dal Bahrein con il maggior numero di consensi dei delegati, senza raggiungere tuttavia la prevista maggioranza di 14 per soli due voti, è la dimostrazione palese che il dossier sulle Colline del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene Patrimonio dell'Umanità è stato redatto correttamente. Faremo tutte le integrazioni che l'Unesco richiede e ci rivedremo tra una anno a Baku, alla prossima sessione».Nardi ha sottolineato che la commissione Unesco si è espressa con il parere "Referral" ("Rinvio"), quindi non una vera bocciatura: «Ci sono mancati due voti appena, il rinvio presuppone un'integrazione più organica al dossier, senza ulteriore ispezione Icomos». Eppure bisognerà cercare di convincerla, Icomos, visto che il Prosecco si è presentato al giudizio già con un parere negativo, cosa non avvenuta per gli altri siti: «Restiamo determinati, sappiamo che ci vorrà ancora un po' di tempo. E a chi dice che non abbiamo coinvolto le comunità, rispondo che non è vero: abbiamo avviato una discussione anche con il mondo degli ambientalisti, e poi incontrato tutte le amministrazioni comunali. Questa candidatura è partita dalla base». L'impressione tuttavia è che i rapporti con Icomos avranno bisogno di una decisa "rinfrescata". Ieri non ha usato parole tenere Guglielmo Picchi: «Il parere di Icomos è basato su un pregiudizio, questo paesaggio è rimasto lo stesso dai tempi di Napoleone». --A.D.P. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI