Pro loco, festa per quattrocento

SAN PIETRO DI FELETTOL'annuale festa delle Pro loco del Quartier del Piave e della Vallata si è fermata quest'anno a Rua di Feletto. Organizzata dal Consorzio e dall'Unpli, ha riunito circa quattrocento persone, tra soci, volontari, sindaci e amministratori locali. Come sempre è stata l'occasione per celebrare il lavoro generoso e prezioso di ventuno Pro loco, che rappresentano una vera e propria "industria di eventi". Sono loro che, tramite le sagre paesane, le mostre dei vini, le manifestazioni sportive e le passeggiate naturalistiche, sono riuscite a tenere vive le tradizioni locali, promuovendo e valorizzando l'enogastronomia, i prodotti tipici, la storia, l'arte e le bellezze paesaggistiche. Per converso sulle Pro loco ricade il peso della burocrazia e di norme spesso farraginose; temi sui quali l'Unpli si sta impegnando. La serata dello scorso 15 giugno, è stata dominata dalla festa. «È bello ritrovarsi almeno una volta all'anno tutti insieme», ha detto Roberto Franceschet, presidente del Consorzio, «occasioni come questa, servono per rinsaldare i legami di amicizia e per scambiare idee ed esperienze». La Pro loco di San Pietro di Feletto, presieduta da Lucina Pradal, ha offerto una cena a base di prodotti locali, con l'immancabile spiedo. Nel corso dell'incontro conviviale sono stati consegnati, come vuole la tradizione, premi e riconoscimenti, a cominciare dal conferimento del titolo "Pro loco dell'anno", che tiene conto per lo più dell'impegno all'interno del Consorzio, e che è andato a Tarzo; al secondo posto, la Pro loco di Valmareno, che ha pure vinto il "Concorso torta alta" e al terzo, quella di Moriago della Battaglia. Pubblici ringraziamenti, con tanto di targa ricordo, ai presidenti uscenti di Cison di Valmarino, Bruno Possamai, di Follina, Enrico Tormena e di Vidor, Marco Bortolamiol. Commovente il ricordo di Michele Pagos, scomparso recentemente e prezioso collaboratore della Pro loco di Combai, del Consorzio e dell'Unpli: il presidente Franceschet ha consegnato alla famiglia una targa che attesta la stima e l'affetto dell'intero mondo associazionistico. Adriana Rasera