Licenziato, punta la pistola sui colleghi

SPRESIANOÈ entrato con la pistola in pugno nell'azienda dalla quale sarebbe stato quasi certamente licenziato per varie inadempienze. Ha puntato l'arma alla faccia di tre colleghi che terrorizzati non hanno potuto far altro che sperare non facesse fuoco. L'arma era carica: una semi-automatica pronta a fare fuoco nelle mani di un uomo di 57 anni che i colleghi ben sapevano avesse già precedenti penali. Un terrore durato oltre quindici minuti trascorsi lentissimi tra urla, accuse e paura che quel dito premesse sul grilletto.È una storia di incredibile terrore quella avvenuta lunedì pomeriggio verso le 14,30 in una azienda di lavorazione metalli di Maserada sul Piave, lungo via Trevigiana. È lì che lavorava T.O., residente a Spresiano, un passato di precedenti penali che lo accompagnava fino dagli anni Settanta. Saputo che l'azienda era intenzionata a licenziarlo, l'uomo ha reagito nel peggiore dei modi, armandosi a casa e ritornando sul posto li lavoro gonfio di rabbia verso i colleghi che a suo dire erano i responsabili del suo prossimo licenziamento. Così li ha tenuti sotto la pressione della pistola minacciandoli, impedendogli di parlare, sordo alle loro richieste di abbassare l'arma. Una sfuriata in piena regola che si è placata forse solo dopo le continue implorazioni dei colleghi portando l'uomo ad allontanarsi velocemente dalla fabbrica e sparire mentre i compagni di lavoro chiamavano i carabinieri chiedendo l'immediato intervento.I militari, ricevute indicazioni sull'auto e sull'identità del 57enne, hanno fatto scattare le indagini e hanno rintracciato l'uomo dopo qualche ora nella sua abitazione. È lì che lo hanno fermato e arrestato, sia per le minacce e l'aggressione ai colleghi, sia per la detenzione della pistola non autorizzata da provvedimenti di pubblica sicurezza ed anzi vietata da un'ordinanza di polizia che aveva vietato all'uomo la detenzione di qualsivoglia arma in virtù della sua potenziale pericolosità.Ma c'è un giallo nel giallo, perché l'arma trovata nella casa dell'uomo con il colpo in canna e una serie di altri proiettili a disposizione, non è risultata registrata in nessun archivio informatico delle forze dell'ordine. Un'arma di provenienza sconosciuta sulla quale i carabinieri ora hanno avviato indagini distinte.Il 57enne è stato portato in carcera a Santa Bona. Ieri il giudice ha convalidato il fermo e si attende adesso la fissazione della prima udienza. L'uomo, difeso dall'avvocato Rossella Martin, dovrà ora decidere quale strategia difensiva vorrà seguire per cercare di spiegare il momento di follia che l'ha portato a presentarsi in azienda con una pistola e minacciare quelli che sono ormai i suoi ex colleghi.Federico de Wolanski©RIPRODUZIONE RISERVATA