I trans e le lucciole impugnano le multe

SAN FIORProstitute e trans dal giudice di pace contro le multe del sindaco. Chiedono che annulli le multe emesse in base al regolamento di polizia locale del Comune di San Fior che all'articolo 27 vieta di «intrattenersi ai margini delle strade pubbliche o aperte al pubblico, al fine di attirare o indurre alla domanda di prestazioni sessuali a pagamento; tale condotta si esplica attraverso la nudità anche solo parziale di parti intime del corpo, l'utilizzo di abbigliamenti succinti, attraverso comportamenti ed atteggiamenti indecorosi ed indecenti preordinati ad attirare la potenziale clientela».Tra i motivi dei ricorsi, depositati dall'avvocato Daniele Panico, è scritto che la trans «non è solita prostituirsi intrattenendosi ai margini della strada, ma a bordo della propria autovettura in apposita zona di sosta, non esibisce alcuna nudità, nemmeno parziale, di parti intime, non ha comportamenti indecorosi ed indecenti, non utilizza invero nemmeno abbigliamenti succinti: costui è solitamente addirittura seduto nella propria autovettura e posteggiato in apposita area di sosta. Il ricorrente afferma di essere sceso dall'auto solo per fumarsi una sigaretta e che comunque non indossa abiti succinti: "Sono succinti secondo il carabiniere che mi sta sanzionando. Sono vestita come qualsiasi altra normale persona"». Secondo le trans poi i verbali sono soprattutto dovuti a discriminazioni. «E si badi bene», si legge nel ricorso, «non parlano di gonna succinta o di scollature che lasciano intravedere nudità di parti intime o parti di esse, ma semplici abiti femminili, che indossati da un uomo diventano improvvisamente un illecito sanzionato dagli agenti di polizia giudiziaria della Stazione di Godega di Sant'Urbano. Una motivazione che francamente lascia sgomento il deducente, il quale percepisce l'azione degli accertatori come un sopruso di potere e che si sente discriminato per essere stato sanzionato per i propri gusti sessuali: la motivazione verbalizzata, infatti, lascia intendere che essere omosessuali o transessuali, e quindi vestire abiti che per tipicità sono destinati al genere femminile, sia elemento sufficiente per essere sanzionati nel Comune di San Fior ».Dunque, citando una serie di sentenze messe da alcuni Tar in giro per l'Italia, i ricorrenti sostengono «che il provvedimento comunale enucleato nell'articolo 27 comma 2 del Regolamento di Polizia urbana del Comune di San Fior è all'evidenza illegittimo e meritevole di disapplicazione immediata, poiché inopinabilmente lesivo di diritti soggettivi costituzionalmente garantiti e tutelati e che possono essere limitati ed incisi soltanto da un atto legislativo di fonte normativa primaria e statuale».Giorgio Barbieri©RIPRODUZIONE RISERVATA