"Quando l'arte si tace" nel film di De Cal la vita di un genio

Una biografia per immagini di una vita d'artista allora poco nota e poco documentata. Così può essere definito il documentario "Quando l'arte si tace" girato da Riccardo De Cal sulla vita e l'opera dell'artista Gino Rossi, in proiezione oggi alle 17.30 nel piano nobile di Palazzo Giacomelli a Treviso. L'evento, aperto alla cittadinanza, è organizzato dall'associazione "Amici di Comisso" per commemorare il pittore trevigiano a settant'anni dalla morte, avvenuta il 16 dicembre 1947, dopo 21 anni di ricovero nell'ex manicomio di Sant'Artemio. «Giovanni Comisso - spiega Ennio Bianco, presidente dell'associazione - scrisse un commovente commiato per Gino Rossi, e sembra trasfigurarne la vicenda anche nel romanzo "I due compagni" (l'altro protagonista è Arturo Martini), riedito recentemente da Santi Quaranta. È un protagonista della cultura trevigiana che vogliamo ricordare, nella sua importante vicenda artistica e nella dolorosa vicenda umana». Il regista De Cal sarà presente alla proiezione per dibattere con il pubblico e con la scrittrice Federica Augusta Rossi, per ripercorrere non solo la storia personale di Gino Rossi, ma anche la storia del film, realizzato con il contributo della Fondazione Benetton Studi Ricerche nel 2006 in occasione di un'esposizione dedicata all'artista a Palazzo Bomben. La realizzazione del documentario è un viaggio a ritroso nella Treviso di un tempo, con un lavoro certosino nel carteggio di Rossi alla ricerca, dopo molti anni, dei testimoni e dei luoghi della sua vita, nel Montello come a Burano e in Bretagna. Sono state raccolte anche interviste inedite degli infermieri del Sant'Artemio, che lo conobbero negli anni dell'internamento e della malattia mentale. De Cal ha ricostruito infatti il drammatico percorso esistenziale di una delle figure fondamentali del mondo artistico del Novecento, attraverso i pochi frammenti di conoscenza diretta che ancora persistono al giorno d'oggi: i posti che ha frequentato e le persone che lo hanno incontrato e che sono in vita. Dalle immagini e dalle parole viene restituita allo spettatore la figura di un'artista non riconosciuto nel suo tempo e messo a dura prova dalla malattia, che con coerenza e purezza ha perseguito fino alla fine una ricerca che anticipava il rinnovamento della pittura italiana moderna. Per info: tel. 0422294276, mail info@premiocomisso. it. Elena Grassi