Donne lavoratrici, istruite ma a casa sono botte

di Alessandra VendraneGiovani, molte di loro mamme di bambini ancora piccoli, la maggior parte diplomate e persino laureate, eppure con lo spettro della violenza di genere che abita dentro le mura di casa. È la fotografia delle donne trevigiane vittime di violenza fisica. Subita da parte di mariti o compagni di vita. A mettere a fuoco il volto del fenomeno nella Marca è il Centro antiviolenza Telefono rosa di Treviso. E sono i numeri a dare voce all'emergenza. Nel 2017, da gennaio ad oggi, sono state 143 le donne da tutta la provincia che si sono rivolte agli operatori di Telefono Rosa per denunciare violenza. Il 20% sono straniere, l'80% italiane. Il numero più consistente delle richieste giunge dalla città, non dalla provincia. Nel 2016 sono state invece 164 le donne che hanno chiesto aiuto all'associazione. Il 50% ha tra i 40 e i 50 anni, 99 sono sposate, 31 divorziate e 24 nubili.Le donne. Il loro livello di istruzione è medio alto: in 81 hanno un diploma di scuola superiore e 21 sono laureate. Solo 37 hanno frequentato soltanto la scuola primaria e media. In 105 hanno un lavoro.I casi. La casistica delle aggressioni vede primeggiare fra tutte la violenza fisica (ne sono vittime 99 donne su 164), 78 hanno subito violenza psicologica mentre 44 violenza economica. Insieme alle madri vittime di violenza le denunce che giungono portano allo scoperto anche i casi di violenza "assistita", quella subita dai figli minori all'interno delle famiglie dove si instaurano rapporti violenti: sono stati 37 i casi a Treviso nel 2016.La giornata. Ecco che alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite che si celebra sabato, il Comune di Treviso in rete con il Coordinamento Oltre l'8 marzo r_Esistenze e altre 15 associazioni sensibili alla prevenzione promuove venerdì e sabato un ricco programma di iniziative per contrastare il fenomeno della violenza di genere: «Il contrasto è sempre considerato con particolare attenzione dai servizi comunali a cominciare dai servizi sociali sempre attenti alle situazioni di violenza che si possono cogliere dai colloqui», spiega l'assessore alle Pari opportunità, Liana Manfio. Si tratta di violenze non solo materiali, ma anche psicologiche. Molte donne hanno paura di denunciare. E non bisogna mai sottovalutare la violenza assistita che subiscono i bambini». Le iniziative. Il programma di sensibilizzazione all'emergenza si apre venerdì (dalle 16.30 alle 19.30) e sabato (dalle 15 alle 19) all'auditorium Stefanini con il workshop di musica e poesia dal titolo "Sono un uovo alla coque", promosso in collaborazione con il Progetto Giovani di Treviso. Condotto da Silvia Salvagnini, Alessandra Trevisan e Nicolò De Giosa ha l'obiettivo di indagare e interpretare il tema della violenza di genere attraverso il linguaggio poetico che porterà alla performance finale. Ancora venerdì alle 21 all'auditorium Cgil andrà in scena lo spettacolo teatrale dal titolo "Primule Rosse" contro la violenza maschile sulle donne della compagnia teatrale La Caneva di Lorenzaga promosso in collaborazione con Cgil Treviso. Il del 25 novembre in piazza Indipendenza alle 11.30 performance "Diamo voce ai silenzi" a cura dell'attore e regista Mirko Artuso che leggerà sei storie di donne vittime di violenza prendendo spunto da storie realmente accadute a Treviso che nel corso dei 30 anni di vita del Telefono Rosa in città hanno chiesto aiuto. Autore dei testi è il giornalista de la tribuna Federico de Wolanski. Alle 12 in piazza Indipendenza manifestazione a cura del coordinamento Oltre l'8 marzo di Treviso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA