«Conterà la fisicità»

di Stefano EdelwPADOVASi è fatto male contro l'Argentina, costretto ad abbandonare al 34' del secondo tempo per una brutta botta al gomito destro, ma "Leo" (diminutivo di Leonardo) Ghiraldini, 33 anni fra un mese, padovano doc, tallonatore dello Stade Toulousain in Top 14, vuole esserci a tutti i costi sabato contro il Sudafrica. Ieri si è allenato a parte, correndo su e giù ai bordi del campo principale del Centro Sportivo Geremia, con l'arto superiore abbondantemente fasciato. «Mi fa ancora male, è interessato il muscolo estensore», spiega, «e con questo genere di infortuni bisogna andarci piano. Ma siamo solo a martedì, si gioca fra quattro giorni, credo di potercela fare».È un piacevole ritorno a casa, e l'entusiasmo contagioso dei tanti bambini e ragazzini che si accalcano vicino allo spogliatoio per strappare autografi o farsi i selfie con i vari azzurri che passano davanti a loro gli dà ancora maggiore carica: «Ho già avuto la fortuna di giocare all'Euganeo con la maglia della Nazionale (in quel match test del novembre 2014 finito 22-6 per gli Springboks, ndr), è un'emozione particolare, fa sempre un effetto unico tornare qui. Speriamo di ricambiare tutto l'affetto che ci è stato riservato in queste settimane, perché ci teniamo a far bene».Come si affronta il Sudafrica?«Prima di tutto è una sfida molto fisica, e quindi come minimo dobbiamo essere pronti proprio fisicamente, perché loro punteranno ad essere superiori sotto tale aspetto. Hanno un gioco basato molto sulla fisicità, infatti, sul guadagnare la linea del vantaggio con degli ottimi ball carrier (portatori di palla, ndr). Per cui dovremo sfidarli noi, essere precisi e mantenere il nostro piano di gioco, cosa che ci è mancata la settimana scorsa contro l'Argentina, perché altrimenti saremmo riusciti a portare a casa la partita. Per il resto, credo che l'intensità degli allenamenti che stiamo effettuando e la mole di lavoro che svolgiamo anche durante la partita siano buone, per cui cercheremo di trasportarle in campo anche sabato».Un anno fa la sconfitta con Tonga fu una beffa, visto che arrivavate dallo storico successo (20-18) di Firenze proprio contro il Sudafrica. Voglia di rifarsi ce ne sarà tanta.«Questo è un gruppo molto giovane, ma sta imparando in fretta. Credo che sia una squadra più matura di quella e che la lezione con Tonga sia servita, basta vedere anche i risultati delle due franchigie, Treviso e Zebre, che negli ultimi mesi sono confortanti. La direzione è giusta, anche se l'avversario è molto forte, ha vinto contro la Francia e sta molto bene».Vicino a lui c'è Mattia Bellini, 23 anni, anch'egli padovano, centro e ala delle Zebre, ruolo in cui si è calato con tanta dedizione e che piace anche al Ct O'Shea: «È un'emozione diversa quella che sto provando adesso», confessa. «Spero di giocare sabato e di disputare una bella partita nella mia città. Affrontiamo i migliori al mondo, forti sotto tanti aspetti, anche se quando sei in campo non guardi più chi hai davanti ma pensi a dare il meglio di te stesso. Verranno molti amici allo stadio, credo ci sarà anche papà, che vive qui, e spero anche nella presenza di mia madre, che sta a Milano».©RIPRODUZIONE RISERVATA