In mostra "After Hiroshima" il fungo che cambiò la storia

di Elena Grassi Saranno le opere realizzate da nove artisti di nove Paesi del mondo e ispirate all'anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, avvenuti il 6 e il 9 agosto 1945, a tenere a battesimo l'apertura di B#S Gallery in via Isola di mezzo a Treviso stasera alle 19 con il vernissage aperto al pubblico. La mostra collettiva di arte contemporanea, intitolata "After Hiroshima", è organizzata dall'associazione IoDeposito Ong, patrocinata dall'Unesco e realizzata anche grazie al finanziamento della Maypole Foundation e ai prestiti dell'Hiroshima Peace Memorial Museum. L'inaugurazione ospiterà inoltre un talk di approndimento con due degli artisti in mostra, l'italiano Luca Federici e l'americana Elin o'Hara Slavik, che racconteranno la propria esperienza creativa ed espressiva sul tema. L'evento trevigiano rientra nell'ambito della terza edizione del "B#Side War Festival", rassegna promossa da IoDeposito con numerosi eventi culturali come mostre e installazioni, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni. «IoDeposito promuove l'opera di oltre 100 artisti in 52 Nazioni del mondo - spiega la presidente dell'associazione Chiara Isadora Artico - e tutti stanno lavorando al progetto di B#Side War, utilizzando tecniche e media diversi per parlare della stessa grande tematica: "cosa ci ha lasciato un secolo di guerra?". Abbiamo organizzato dal 2009 mostre a livello internazionale, e dopo vari anni di festival diffuso, riconosciuto anche dal Consiglio d'Europa, finalmente abbiamo un punto fisso, la nostra galleria a Treviso, dove poter offrire eventi e fare sperimentazione». Artico, che con Iacopo Russo e Isabella Vincenzi, è anche curatrice della mostra su Hiroshima e Nagasaki ha riunito artisti internazionali in una riflessione inedita e sfaccettata sulle immagini-archetipo legate allo scoppio delle bombe atomiche: l'accecante lampo di luce radioattiva, l'iconica immagine della nube a fungo e le ombre di corpi e oggetti proiettate su strade ed edifici. Proponendone una rielaborazione contemporanea nell'arte e nella cinematografia, il percorso espositivo presenta opere di artisti che, attraverso l'utilizzo di cianotipi, dipinti, collage, manipolazioni fotografiche e video installazioni, sviluppano queste immagini in modo personale e significativo. Elin o'Hara Slavick re-illumina con i suoi cianotipi gli oggetti di uso quotidiano colpiti dalle radiazioni della bomba, mentre l'inglese Andrew Cole cattura il flash di luce e dipinge le nere piogge che si riversarono sulla città. Accanto allo stile minimal art con cui l'olandese Deimion van der Sloot raffigura la luce atomica, ci sono opere che pongono l'accento su come perduri la memoria materica di ciò che accadde attraverso le nuclear shadows impresse sulla città, testimonianza della distruzione e del dolore che seguirono. Tra queste, il lavoro dell'italiano Luca Federici rielabora l'immagine delle ombre attraverso la potenza astratta della "macchia" che evoca paure ataviche. In mostra saranno esposti anche quattro disegni dei superstiti del bombardamento, concesse dall'Hiroshima memorial museum, e sarà proiettata una selezione di immagini cinematografiche dei registi giapponesi Shohei Imamura e Kaneto Shindo, autori di "Pioggia Nera" e "Children of Hiroshima", in cui si affronta in modo realistico la rappresentazione del giorno dell'esplosione.La mostra, con ingresso gratuito, è aperta fino al 31 ottobre da lunedì a venerdì dalle 9 alle 18. Per info. www.iodeposito.org.