Cella porta il volley in Uganda

di Massimo GuerrettawCONEGLIANO«Il primo regalo lo hanno fatto loro a noi. Essere accolte dai loro sorrisi, dai loro abbracci, dalla loro voglia di giocare con noi. Impagabile. Ora è dura salutarli, ma quegli occhi e quei sorrisi vengono via con me. Grazie Uganda». Elisa Cella ha portato sorrisi, passione, creatività in uno dei paesi più problematici dell'Africa. L'ha fatto con due "colleghe" come Tereza "Terry" Matuszkova (l'ultima stagione in maglia Sudtirol Bolzano) e Fabiola Facchinetti (centrale della Sab Grima Legnano), insieme a Maurizio Latelli, ex giocatore di Serie A e attuale allenatore dell'Under 18 Femminile del Saugella Team Monza. Sono stati i testimoni di un messaggio potentissimo: con "Mano nella Mano" hanno portato la sinergia tra la medicina e la pallavolo. La schiacciatrice dell'Imoco è rimasta a Entebbe, la seconda città dell'Uganda affacciata su quell'oceano chiamato Lago Vittoria, per quasi una settimana con il progetto di Lega Volley Femminile e Gicam (gruppo internazionale dei chirurghi della mano) per portare la pallavolo in Africa e, nel contempo, accompagnare l'equipe medica del professor Marco Lanzetta (presidente di Gicam) per dar forma al progetto "Mano nella mano". Una missione duplice: operare le mani malate dei bambini ugandesi al CoRSU Rehabilitation Hospital di Kisubi e allestire un camp di pallavolo per ragazzi ugandesi dai 14 ai 18 anni. Un progetto unico nonché il primo che vede volley e medicina così profondamente legati. «Impossibile descrivere il turbinio di sensazioni che abbiamo nel cuore. Non sappiamo esattamente cosa aspettarci e l'attesa ci rende riflessivi, motivati ed entusiasti. Il potente mezzo dello sport ha un linguaggio universale e vedere i miei compagni di viaggio così emozionati mi fa capire che saremo un gruppo, una squadra, che giocherà insieme una partita importantissima e che non dimenticherà mai», scrive Fabiola Facchinetti sul suo blog.Le mattinate delle atlete cominciava con caffè ugandese e pancake all'ananas, mentre le scimmiette saltavano tra gli alberi a caccia di banane. Elisa Cella (che ha sugellato il rinnovo con l'Imoco sfoggiando un look gialloblu) è rimasta abbagliata da un'esperienza che la Lega Volley Femminile punta a replicare prossimamente, magari allargando l'orizzonte anche ad altre realtà. «I ragazzi ci sono saltati addosso dalla felicità, abbracciandoci e salutandoci nella maniera più calorosa e sincera possibile», ha scritto Facchinetti sul suo blog. Due sessioni di allenamento al giorno: la prima alle 9, la seconda alle 16. I fondamentali la fanno a padrone, bagher e palleggi in primis. Con i ragazzi e le ragazze ugandesi pronte a dare il massimo, a mostrare i propri miglioramenti, a imparare senza sosta. Tra gli allenatori ugandesi arriva anche la ricetta per migliorare: allenarsi duro e andare al palazzetto a piedi, non in auto con il cambio automatico. Per Cella e compagne c'è stato anche l'incontro con l'ambasciatore italiano in Uganda, Domenico Fornara, la partita pallavoliste-medici e la visita all'ospedale Corsu di Entebbe prima degli interventi chirurgici. La beniamina del Palaverde aveva già dimostrato di giocare con il cuore, la passione per la pallavolo l'ha portata a una nuova vittoria: regalare un sorriso a chi guarda al volley come il massimo della vita.