Senza Titolo

di MAURIZIO MISTRI La questione dei flussi migratori dall'Africa e dal Medio Oriente ha preso alla sprovvista sia l'Unione Europea che i singoli paesi europei. Dopo la seconda guerra mondiale, fino al 1980 l'Europa occidentale è stata meta di flussi migratori, comunque di dimensioni abbastanza limitate e gestibili. Durante l'epoca dell'Unione Sovietica ricevevamo coloro che venivano usualmente chiamati "dissidenti", ai quali davamo protezione e, possibilmente, un inserimento professionale in qualcuno dei paesi europei. Si trattava di una ospitalità che rientrava nella "buona pratica" dell'assistenza a coloro che erano perseguitati, per motivi politici, dai loro governi. I rifugiati per ragioni politiche erano generalmente persone di alta qualificazione culturale o professionale e, soprattutto, erano pochi. A nessun paese dell'Europa occidentale veniva in mente di ricorrere a pratiche limitative di quello che, per tutti gli europei, era un diritto all'asilo politico. Accanto ai flussi immigratori di tipo politico ne esistevano alcuni, semmai promossi da certi governi europei i cui paesi abbisognavano di alcune tipologie di lavoratori. Così accadde che la Germania occidentale, che pur aveva assorbito un numero notevole di tedeschi provenienti dalla Germania orientale, stipulò un accordo con la Turchia assicurando l'assorbimento di un numero non piccolo di lavoratori turchi. A PAGINA 2