Puppato: «Muraro? Bravissima, ai 5 Stelle l’ho presentata io»

di Filippo Tosatto wVENEZIA È una storia a forti tinte venete quella di Paola Muraro, l'assessore 5 Stelle all'Ambiente di Roma nell'occhio del ciclone per i presunti conflitti d'interesse legati alle consulenze prestate alla società Bioman di Mirano - che ricicla e smaltisce i rifiuti capitolini con appalti pluriennali stimati in 39 milioni di euro - e alla stessa Ama, la municipalizzata romana oggi sua acerrima avversaria. Polesana di Adria per nascita, trasmigrata a Treviso accanto al marito Gianfranco Lusito, colonnello dei carabinieri per anni al comando nella Marca, è approdata infine nella capitale dove il M5S ha "scoperto" le sue doti professionali - apprezzate al punto da indurre il sindaco Virginia Raggi ad affidarle una mission cruciale per la città - grazie a Laura Puppato, parlamentare dem di Montebelluna. Senatrice Puppato, davvero lei ha fatto "scouting" per l'amministrazione a 5 Stelle? «Non esageriamo, è vero però che sono stata io a presentare Paola Muraro ai colleghi del M5S della commissione ecomafie che, evidentemente, ne sono rimasti colpiti in modo positivo. Ciò non mi meraviglia, la conosco da tempo e ho sempre apprezzato la sua competenza e il suo rigore. Dico di più: nei panni del sindaco, le avrei chiesto di fare l'assessore senza esitare un attimo. E non cambio idea solo perché oggi lavora, da tecnico esterno, in un'amministrazione rivale del Pd, rinunciando a ingenti redditi privati ed esponendosi a pressioni e rischi elevati». In quali circostanze l'ha conosciuta e perché la stima tanto? «La frequentazione risale al periodo trevigiano, poi ci siamo ritrovate a Roma in occasione della sfida che il sindaco Ignazio Marino, coraggiosamente, innescò con il "re dei rifiuti" Manlio Cerroni, costringendolo ad abbassare le tariffe e a chiudere Malagrotta, la discarica più grande d'Europa. Lui chiese un miliardo di danni ma l'amministrazione riuscì a spuntarla in tribunale, grazie soprattutto alla consulenza tecnica di Paola: lei non ci dormiva di notte, si è battuta come un leone e se il Comune ha evitato di sborsare una fortuna, deve ringraziare lei. So di cosa parlo, in commissione ecomafie sono la relatrice per Roma e il Lazio». Resta l'ombra del conflitto di interessi: se sarà indagata si dimetterà, fanno sapere i grillini. E il Pd picchia duro. «C'è un'inchiesta in corso, la magistratura faccia il suo lavoro senza guardare in faccia nessuno. Fino a prova contraria io credo nella sua correttezza ma ritengo che abbia sbagliato, e gliel'ho detto di persona, ad affrontare la vicenda sul blog di Grillo: il ruolo istituzionale va distinto dalla polemica politica. Purtroppo il M5S ha scelto il giustizialismo e chi si proclama giudice implacabile degli altri non può attendersi sconti in caso di errori propri. Comunque, il 5 settembre ascolteremo le ragioni di Muraro e Raggi in commissione». Ma lei non sarà pentastellata nell'animo? «Io sono una militante del Pd. Detto ciò, oltre a Muraro, in Campidoglio ci sono altri due assessori che conosco e apprezzo molto: Flavia Marzano alla Semplificazione e Paolo Berdini all'Urbanistica. Abbiamo lavorato più volte insieme. No, non sono una criptogrillina ma ci stimiamo e forse, sotto sotto, loro sono un po' puppatiani».