La vita tra cucina e musica «Ciao Carlo, un sognatore»

di Vera Manolli wMORIAGO La vita di Carlo Andrea Smeraldo, che aveva appena 20 anni, è stata spezzata da quel drammatico incidente stradale di ieri mattina sulla Feltrina. «Un sognatore, romantico e brillante», lo ricordano così gli amici in lacrime. Il giovane, amico da sempre di Denys Adrian Armijos (da tutti conosciuto come Daniele Adriano), assieme al diciassettenne stava rientrando a casa, intorno alle 5.30 di ieri, dopo una serata trascorsa con altri amici a una festa. In via Presti in località Mosnigo, dove Carlo Andrea viveva con il papà Roberto e il fratello Mattia - la mamma è morta diverso tempo fa - ieri mattina è sceso subito il silenzio del dramma: tutti sconvolti dalla morte improvvisa del ventenne. Il sonno di papà Roberto è stato interrotto alle prime luci dell'alba di ieri da alcuni residenti. «I carabinieri non riuscivano a mettersi in contatto con loro», spiega un vicino di casa, «Hanno telefonato qui da noi e ci siamo precipitati a casa della famiglia Smeraldo avvisando che le forze dell'ordine li stavano cercando». Nessuno poteva immaginare che il giovane cameriere, di origini venezuelane, avesse perso la vita tra le lamiere di un auto. Padre e figlio si sono subito precipitati sul luogo dell'incidente. Una volta raggiunta la Feltrina, all'altezza di Cornuda, hanno immediatamente capito cos'era successo al loro amatissimo Carlo. Un dolore straziante, da crepacuore per il papà e il fratello che hanno preferito trincerarsi dietro un silenzio assoluto. Dopo il diploma all'istituto alberghiero di Vittorio Veneto, il ventenne - che non nascondeva la sua grande passione per la cucina e la musica - era molto conosciuto e apprezzato da tutti. Con il suo più caro amico, Denys, (conosciuto come Daniele Adriano), condivideva quando era possibile ogni momento libero della sua giornata. Così anche sabato sera con il diciassette, che ora si trova ricoverato all'ospedale di Montebelluna, si era dato appuntamento per uscire assieme. Da tempo il giovane era alla ricerca di un lavoro fisso: per lui solo qualche impiego saltuario come cameriere, aveva provato anche all'estero in Germania, e poi l'esperienza lavorativa sempre come cameriere di sala all'Asolo Golf club a Cavaso arrivato con uno stage poco dopo il diploma all'alberghiero. «Era il mio più caro amico», racconta Lucia, sorella del diciassettenne sopravvissuto al terribile incidente. «Carlo era un ragazzo buono, disponibile», continuano gli amici, «sempre sorridente, con la battuta pronta a risollevare il morale a tutti ». Non ci credono, non vogliono crederci gli amici che fino all'ultimo momento hanno sperato che fosse solo un brutto sogno. «Invece Carlo non c'è più», continua in lacrime Lucia, «abbiamo lavorato assieme nei mesi scorsi all'Asolo Golf Club come camerieri e gli era piaciuta molto come esperienza. Mi mancherà molto: era una persona davvero speciale». Eppure per il ventenne tutto si è fermato nell'attimo di quel tragico schianto lungo la Feltrina: il suo sorriso, i sogni e gli affetti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA