«Indipendenza, i veneti diranno la loro»

È la prima iniziativa trasversale della decima legislatura. All'indomani dell'insediamento della nuova assemblea veneta, tre consiglieri regionali (Antonio Guadagnini di Indipendenza Noi Veneto, Massimiliano Barison di Forza Italia e Stefano Valdegamberi, nella foto, della Lista Zaia) hanno annunciato il varo di un intergruppo, «aperto a tutti i consiglieri che vorranno aderirvi, allo scopo di esercitare con ogni mezzo legale, pacifico e democratico il nostro diritti ad autodeterminarci». «La decisione della Corte Costituzionale, che ha bocciato la legge regionale 16/2014, la quale prevede un referendum consultivo sull'autodeterminazione del popolo veneto», scrivono Guadagnini, Barison e Valdegamberi, «è incompatibile col principio di autodeterminazione dei popoli, tutelato dal diritto internazionale, in particolare dalla Convenzione di New York. La decisione della Consulta è decisamente contraria ai principali liberali accettati dalla comunità internazionale».di Claudio Baccarin wPADOVA Sempre più in alto. Roberto Ciambetti, leghista vicentino di lungo corso, neo-presidente del Consiglio regionale, ha debuttato ieri sulla Marmolada, a tremila metri, all'inaugurazione del Museo della Grande Guerra. Tra i presenti l'ex senatore Franco Marini, presidente del comitato storico-scientifico per gli anniversari d'interesse nazionale. Presidente Ciambetti, dopo la sentenza della Consulta c'è ancora spazio per il referendum veneto sull'indipendenza? «Proprio sulla Marmolada ho apprezzato le parole del presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, che ha espresso l'auspicio che chi non ha mai sperimentato l'autonomia possa provarla in futuro. Io sono convinto che la Carta costituzionale non sia intoccabile e che in Veneto possa ripetersi quel che è già avvenuto democraticamente in Scozia e che sta avvenendo in Belgio per le comunità fiamminghe. Troveremo il modo per dare ai veneti la possibilità di esprimersi sull'indipendenza». Con qualche giorno di anticipo sul suo 50° compleanno, che festeggerà il 3 luglio, lei si è regalato una bella poltrona. «È una carica prestigiosa e di responsabilità, che mi onora; sono pronto a mettere lavoro e impegno». Il governatore Zaia conta su di lei. «Ci conosciamo dal 2000. Allora io ero assessore provinciale a Vicenza e la presidente Dal Lago mi mandava alle riunioni di Upi Veneto. Luca all'epoca guidava la Provincia di Treviso. Poi nel 2005 ci siamo ritrovati in Regione, io come consigliere e lui come vicepresidente della giunta. Anche quando ha fatto il ministro, ero spesso a Roma per difendere gli interessi dell'agricoltura vicentina». Zaia ha promesso effetti speciali per rilanciare il ruolo del Consiglio regionale. «Io farò lavorare l'assemblea. Già il clima che si respirava nella seduta inaugurale era molto positivo. È bene che l'assemblea sia autorevole, che si ricostruisca un rapporto di fiducia con i cittadini. Nel mio intervento ho ricordato anche l'importanza di ascoltare i cittadini, di essere le loro antenne sul territorio». Quella che vediamo è la composizione definitiva del Consiglio o dal Tar arriveranno nuovi colpi di scena? «Questa legge elettorale ha bisogno di un tagliando, anche se il risultato è stato chiaro. I consiglieri, all'atto di assumere l'incarico, hanno firmato un'autodichiarazione. Come ufficio di presidenza faremo un'attenta verifica su eventuali incompatibilità». Sono annunciati molti ricorsi. «Di sicuro lo presenteremo come Lega Nord. Ci sono infatti oltre ventimila voti contestati e alla maggioranza ne mancano tremila superare l'asticella del 50% dei consensi: il che ci consentirebbe di avere il trentesimo consigliere». Domani, alle 10.30, il presidente Zaia presenta la sua giunta al Ferro Fini. «Un grande segno di attenzione per il Consiglio. Mi dispiace che Ruzzante non l'abbia colto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA