Il ritorno di Padovan Si candida alle Regionali

SAN PIETRO DI FELETTO. Un abbaino era stato costruito in assenza della dovuta autorizzazione da parte del Comune della Soprintendenza. Ora questa vicenda, dopo parecchi anni, si avvia alla conclusione: «La ditta sta risolvendo la questione tramite una sanatoria conformativa», spiega il sindaco di San Pietro di Feletto, Loris Dalto, «che verrà presentata a breve quando, si spera, la cosa verrà risolta definitivamente». Nessuna demolizione, dunque. «Avevano chiesto una variante, che però non era stata autorizzata. Poi hanno deciso di chiedere una sanatoria, alla quale prima noi e poi la Soprintendenza, abbiamo espresso parere contrario. Ora stanno cercando di apportare quelle modifiche, tali da rendere la struttura compatibile con la valenza paesaggistica dell'area vincolata».di Diego Bortolotto wSANTA LUCIA DI PIAVE Il "vecchio leone" torna a ruggire. L'imprenditore Fabio Padovan, già parlamentare, leghista della prima ora e fondatore di Life, ritorna in politica. Sarà lui la punta di diamante alle regionali di Indipendenza Veneta, il movimento che candiderà alla presidenza del Veneto, Alessio Morosin. L'ufficializzazione della candidatura di Padovan è arrivata dal direttivo, che si è riunito lunedì sera. Padovan, 60 anni a settembre, titolare della Otlav di Santa Lucia, fu tra i primi deputati leghisti eletti alla Camera nel 1992. Abbandonò il Carroccio dopo l'alleanza con Berlusconi nel 1994 e fondò Life, Liberi imprenditori europei. Raccolse fondi per aiutare i Serenissimi, che avevano assaltato il campanile di San Marco. Aveva lasciato la politica attiva, sempre però sostenendo le idee di un Veneto libero. A cedergli il posto come capolista nella Marca è Lucio Chiavegato, imprenditore veronese leader dell'indipendentismo. «Non ho dubbi a lasciare il mio posto su Treviso a Fabio Padovan, un grande uomo Veneto, è un atto di riconoscenza per lui», ha detto Chiavegato. Né con Zaia, né con Tosi, Padovan entra così a far parte del gruppo che punta al referendum, nei giorni in cui è scoppiata la polemica sull'esclusione di Indipendenza Veneta dai "salotti romani". Stasera, nel faccia a faccia a Porta a Porta tra i candidati presidente del Veneto, non è stato invitato Alessio Morosin. Santa Lucia di Piave si conferma dunque centro del "Venetismo", tanto più che in paese si vocifera di una candidatura alle Regionali anche del sindaco Riccardo Szumski. «Ho ricevuto offerte ma le ho rifiutate», spiega il primo cittadino di Santa Lucia, «perchè ho stipulato un contratto con i miei concittadini fino al 2017. Ma di questo Stato non ne possiamo più». Il suo avvicinamento a Indipendenza Veneta è stato sancito anche domenica sera in diretta su La7, quando al posto della fascia tricolore ha indossato quella venetista. Ieri mattina il sindaco sulla bacheca del Comune ha esposto la foto di una bara, per celebrare la «morte dello Costituzione uccisa dalla burocrazia romana e dal suo Governo fantoccio». Szumski si era detto «agnostico», nella battaglia tra Zaia e Tosi, non risparmiando una critica all'attuale Governatore. «Dobbiamo finirla con la politica degli annunci, Luca lo conosco da vent'anni, è molto bravo a presentarsi, ma qualche volta vorrei che prendesse delle decisioni». Un siluro al governatore che arriva proprio dai paesi che hanno visto la resistibile ascesa del governatore uscente, nativo di Godega Sant'Urbano ed ora residente a San Vendemiano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA