Uccisa da due auto, denuncia al Comune

di Vera Manolli wASOLO Dolore e rabbia per la morte di Anna Furlan, investita e uccisa da un pirata della strada e da un'altra auto a 50 metri da casa. La famiglia della donna, morta lunedì giorno del suo settantacinquesimo compleanno, nomina un legale e denuncia l'amministrazione comunale. «Questa morte si poteva evitare», dichiarano i familiari dell'anziana. E affidano al genero, Giulio Conte, la loro composta rabbia per una tragedia evitabile. «Nessuna amministrazione comunale di quelle che si sono succedute negli ultimi anni», dice, «ha risposto alle nostre numerose richieste di costruzione di un marciapiede e di potenziamento dell'illuminazione pubblica in via Palladio». Per la famiglia, Anna, conosciuta da tutti in paese con il soprannome di Isetta, «si sarebbe potuta salvare se solo ci fosse stata più illuminazione oppure se avesse potuto camminare su un semplice marciapiede». L'anziana conosceva benissimo quel tratto di strada che, dalla fermata della corriera di fronte alle poste di Casella, porta alla sua villetta di via Palladio. «Viveva qui da sempre», racconta in lacrime il genero, «non aveva la patente, ma era completamente autonoma e indipendente. Si spostava quasi sempre a piedi, per i tragitti più lunghi prendeva la corriera». Così aveva fatto lunedì pomeriggio. Per andare dal dentista a Montebelluna aveva preso la corriera. «Non facciamo alcun appello per il pirata che ha lasciato agonizzante sulla strada mia suocera», continua Conte, «L'appello lo rivolgiamo piuttosto al sindaco: venga qui quando è buio e provi a percorrere questo tratto di strada». Straziante il dolore del marito di Anna, Luciano Campagnola che per anni ha lavorato nel mobilificio Assi Asolo. Con le tre figlie Fedora, Melissa e Barbara si è chiuso nella sua casa di via Palladio. Prima di prendere la corriera per recarsi all'appuntamento dal dentista, la settantacinquenne si era fermata a prendere un caffè al bar Posta a Casella. «Era sempre sorridente, una bella donna, dinamica sempre attiva», la ricorda con gli occhi lucidi una cameriera, «Lunedì doveva prendere la corriera, mi aveva raccontato che doveva andare dal dentista a Montebelluna verso le 14». Al suo ritorno, intorno alle 19.30, l'anziana dopo essere scesa alla fermata delle Poste aveva deciso di non aspettare la figlia, ma di andare a casa a piedi. «Non aveva cellulare, diceva che non ne aveva bisogno», spiega il genero. Per la pensionata quella camminata verso il cancello di casa si è rivelata purtroppo mortale. Anna era vestita di nero e stava camminando sul ciglio della strada quando all'improvviso è stata investita da un'auto che subito è scappata senza soccorrerla. La settantacinquenne dopo essere stata sbalzata prima sul parabrezza dell'auto e poi sull'asfalto è stata nuovamente investita da una seconda auto. Il conducente che non è riuscito a frenare e l'ha travolta con la sua Volvo. È stato lui, dopo essersi fermato per soccorrere la donna, ad allertare il 118. Nonostante l'ambulanza del Suem di Crespano sia arrivata in pochi minuti sul posto, purtroppo per la pensionata non c'era stato più niente da fare: era già morta sul colpo. «Mia suocera era una persona molto precisa, meticolosa e prudente», chiude il genero, «era sua abitudine camminare sul ciglio della strada. La sua morte non è solo sulla coscienza di chi l'ha uccisa, ma anche su quella di chi avrebbe potuto evitare questo dramma».