Il popolo di Tsipras protesta a oltranza Ma Atene resta sola

Il governo greco non intende chiedere altri prestiti a Ue e Bce, salvo i ricavi dei bond greci detenuti da Francoforte, ma domanda la facoltà di poter emettere più titoli a breve termine in modo da restare a galla il tempo necessario per effettuare le riforme. È quanto dichiara all'agenzia Reuters una fonte dell'esecutivo ellenico. «La Grecia non sta chiedendo le tranche rimanenti del programma di salvataggio, eccetto gli 1,9 miliardi di euro che la Bce e le banche centrali degli altri stati membri dell'Eurozona devono restituire», ha spiegato la fonte. Il governo greco non intende chiedere altri prestiti a Ue e Bce, salvo i ricavi dei bond greci detenuti da Francoforte, ma domanda la facoltà di poter emettere più titoli a breve termine in modo da restare a galla il tempo necessario per effettuare le riforme. È quanto dichiara all'agenzia Reuters una fonte dell'esecutivo ellenico. La Grecia «ha un problema di come finanziare il pagamento dei debiti» e «normalmente è possibile un rollover del prestito però questo richiede che ci sia nuovo programma. Se non c'è un programma non può esserci finanziamento». Lo sottolinea Carlo Cottarelli, membro del board del Fondo monetario. Per Cottarelli, «bisogna però chiarire la situazione e cominciare un dialogo su proposte concrete. Ci vuole una discussione su piani più concreti». A giudizio di Cottarelli la sostenibilità del debito greco «dipenderà dalla negoziazione tra il Paese e i suoi creditori. Credo e spero che una soluzione sarà trovata attraverso la negoziazione tra le parti. Serve la disponibilità delle autorità greche su un programma con idee ben chiare». di Gabriella Cerami wROMA La piazza ad Atene protesterà a oltranza. Una prova di forza, che segna di fatto l'inizio della lotta che il governo e il popolo greco porteranno avanti contro la Banca centrale e l'Unione europea, intesa soprattutto come Germania. Dopo la manifestazione di giovedì scorso, il nuovo appuntamento è per mercoledì, quando l'Eurogruppo si riunirà in seduta straordinaria per parlare proprio della Grecia di Alexis Tsipras. La battaglia adesso è su due fronti. Da una parte c'è il nuovo esecutivo che mantiene, davanti alla Ue, la sua richiesta di un finanziamento ponte, e dall'altra c'è la piazza, chiamata a raccolta per sostenere l'azione del governo contro il muro alzato da Bruxelles e da Mario Draghi. La rabbia dei greci è diventata virale sui social network. Tanto che sul calendario sono state fissate già tre nuove tappe. Oltre alla manifestazione dell'11 febbraio, ce ne sarà un'altra il giorno dopo, quando ci sarà il vertice Ue, e un'altra ancora il 16, quando sarà in corso la riunione ordinaria dell'Eurogruppo. «In quei giorni abbiamo bisogno di essere per le strade e lottare per la nostra dignità contro le estorsioni dell'Unione europea e della Banca centrale», si legge sulla pagina Facebook del gruppo. La mobilitazione, che ha come slogan "No ai ricatti, non abbiamo paura", è a sostegno del governo ma nello stesso tempo chiede a Tsipras di «non cedere a un nuovo ricatto e di non accettare misure di austerità in nome di un predatore», anche in questo caso è Berlino il nemico principale. E infatti, si legge ancora: «Mentre la delegazione greca sarà a Bruxelles e negozierà la liquidazione del debito, le piazze stracolme - Syntagma ad Atene, Torre Bianca a Salonicco, e le piazze di tutto il Paese - saranno la più potente moneta di scambio». Intanto Tsipras e il ministro dell'Economia Varoufakis hanno fatto rientro ad Atene per proseguire l'insediamento del Governo. Per cancellare la "macchia" di non aver pensato alle quote rose, con 235 voti a favore su 298 votanti, il Parlamento ellenico ieri ha eletto il suo nuovo Presidente. Si chiama Zoe Constantopoulou, parlamentare di Syriza, 38 anni e una laurea in giurisprudenza. È molto apprezzata per le battaglie contro la corruzione ed è la seconda donna che assume questa carica nonché la più giovane. In Grecia il presidente del Parlamento fa anche parte dell'esecutivo, la cui riunione è oggi per fare il punto dopo il tour europeo di Tsipras e di Varoufakis. Domani invece il premier presenterà la sua piattaforma politica e per martedì è atteso il voto di fiducia. Per il primo ministro si tratta di un appuntamento delicato, perché le sue parole saranno passate al setaccio da tutti per capire se seguirà le promesse elettorali o se cederà alle pressioni esterne. Tsipras dirà che il governo greco reclama 1,9 miliardi di euro dalla Banca centrale e l'estensione della sua capacità di indebitamento, che è stata fissata dai suoi creditori a 15 miliardi di euro nel 2015. Stando alle attese, ribadirà anche che il governo sta «lavorando per porre fine alla Troika». Dunque «non prenderà più ordini dall'Europa». La data limite per trovare un'intesa con l'Ue resta il 28 febbraio, fino ad allora la piazza del popolo greco si farà sentire. Quello stesso popolo che la notte della vittoria elettorale di Tsipras ha sfilato dietro al cartello: «Buonanotte, signora Merkel». Ciò che è certo però è che, alla luce dei colloqui avuti in Europa, sul fronte comunitario oggi Atene è più sola. ©RIPRODUZIONE RISERVATA