«Un patto Lega-Pd-forzisti difende gli ospedali inutili»

VENEZIA Fa discutere l'intervento di Leonardo Padrin, capogruppo forzista in Regione, che agli Stati generali della sanità veneta ha sollecitato una concreta attuazione del Piano socio-sanitario, a cominciare dalla riduzione del numero delle Ulss e degli ospedali. A rivendicare una sorta di primogenitura in materia è Diego Bottacin, consigliere regionale del Gruppo misto, lesto a ricordare di aver presentato, già tre anni, fa una proposta per riorganizzare e semplificare la geografie delle unità sanitarie venete: «Presentare progetti di legge sul limite della scadenza del mandato elettorale ha senso quando si è all'opposizione, perché indica cosa si sarebbe voluto fare, ma presentare un ridisegno delle Ulss a tre mesi dal voto è quantomeno imbarazzante quando viene da chi ha governato per quasi cinque anni, presiedendo addirittura la commissione sanità», affonda Bottacin, convinto che «la proposta di Padrin arriva, di fatto, fuori tempo massimo ed è l'ammissione del fallimento della maggioranza. Nel 2012, quando stavamo votando il piano socio-sanitario, ho proposto di accorpare gli ospedali con meno di 400 posti letto. Inutile dire che il mio emendamento non è stato recepito». Il consigliere segnala a Padrin che sul numero delle Ulss non erano mancate iniziative legislative nel corso del quinquennio: il 20 novembre 2013 il consigliere Pietrangelo Pettenò (Sinistra veneta) ha presentato una proposta di legge che mirava proprio al ridisegno e alla riduzione delle Ulss, oltre agli emendamenti presentati dallo Bottacin in occasione dela discussione del piano socio-sanitario 2012-2016. Conclusione? «Questa vicenda insegna che per ottenere un risultato efficace dobbiamo andare oltre i proclami a mezzo stampa. Vanno combattuti in particolare i conservatorismi interni al Consiglio regionale a cominciare da quel patto non scritto tra Lega-Forza Italia e Pd che ha impedito di toccare aziende sanitarie piccole e gli ospedali, in quanto centri di potere e clientele, e che continua a bloccare la possibilità di creare bacini di utenza più ampi, economici ed efficienti». Agli Stati generali, peraltro, sono stati gli stessi manager regionali, a cominciare dal responsabile della programmazione finanziaria in sanità, Mauro Bonin, a proporre una drastica riduzione delle Ulss: a fronte della creazione di una holding tecnico-gestionale. l'ipotesi di riforma illustrata prevede di diminuirle dalle attuali 21 a 15 - due nelle province di Venezia, Padova, Verona, Treviso, Vicenza; una per Bleluno e Rovigo - cui si aggiungerebbero le Aziende ospedaliere di Padova e Verona e l'Iov.