Zaia: «Ha sempre bocciato tutti i ricorsi delle Regioni»

VENEZIA Anche nella votazione decisiva ha scritto il nome di Vittorio Feltri, come da indicazione di Fdi e Lega Nord. Luca Zaia, governatore del Veneto, non rilancia il perentorio post di Matteo Salvini («Mattarella non è il mio presidente») ma sottolinea: «Non possiamo dimenticare che, come giudice costituzionale, Mattarella ha sempre bocciato i ricorsi delle Regioni contro lo Stato». Secondo Zaia «il primo dossier che il Capo dello Stato si troverà sul tavolo sarà quello della riforma costituzionale, che sta facendo il governo Renzi, che è devastante sul piano delle autonomie per il Veneto. Sarà il primo elemento per valutare l'azione di questo presidente». Sulla stessa lunghezza d'onda di Zaia sono sintonizzati i parlamentari leghisti. Matteo Busin commenta: «Ha un vinto un esponente della sinistra Dc della Prima Repubblica, uno con una visione della politica e della società agli antipodi rispetto a quella della Lega Nord». Non fa sconti la senatrice Raffaella Bellot: «È il complice della bocciatura del referendum contro la legge Fornero; relatore, da giudice costituzionale, di tutti i provvedimenti contro l'autonomia locale, esponente della Prima Repubblica. Noi non festeggiamo perché Sergio Mattarella non è il nostro presidente». Nell'Ncd, dopo le dimissioni da capogruppo al Senato di Maurizio Sacconi, si profila una resa dei conti. «Non pregiudizi su Mattarella», twitta Sacconi, «ma il cinismo di ridare peso alle sinistre dentro e fuori il Pd uccide riforme, lavoro, giustizia, fisco. Fine di ogni speranza». Leonardo Padrin, capogruppo forzista in Consiglio regionale, ricorre all'ironia: «È stato eletto il presidente della Repubblica e tutti, dico tutti, i commenti sono positivi. O Mattarella è simile a Dio oppure ci sono tanti ipocriti e opportunisti». La pentastellata Francesca Businarolo, che ha votato Ferdinando Imposimato, commenta: «un democristiano doc salda il patto del Nazareno di questo governo democristiano». L'ex M5S Gessica Rostellato fa invece sapere di aver indicato Stefano Rodotà. Infine Massimo Cacciari spara a zero su Berlusconi: «Politicamente mi sembra un po' suonato. A questo punto gli conviene stare fermo: gli toccherà continuare a soccorrere Renzi gratis et amore Dei, perché se si mette di trasverso sulle riforme rischia di scendere al 10%. Ma si avvicinano scadenze importanti come le Regionali: si voterà in Veneto, regione che insieme alla Lombardia, mantiene il Paese. Non è uno scherzo. Salvini sta cercando i voti di destra-destra, mentre i voti moderati o diventeranno scheda bianca o andranno da Renzi». (c.bac.)