Villa Binetti, il Comune avvia un'indagine interna

PEDEROBBA. Questa mattina Paolo Ceccato (in foto), l'imprenditore con azienda a Pederobba e residenza a Cassola, sarà in Questura a Vicenza, assieme al suo legale Paolo Salandin, per capire cosa accadrà relativamente al caso della figlia maggiore pretesa da una famiglia brasiliana a cui era stata affidata temporaneamente. La ragazza attualmente si trova a Santo Domingo con la madre e i due fratelli. Dovrebbe rientrare in Italia la prossima settimana, ma prima il padre vuole sapere a cosa va incontro, dal momento che nulla gli è stato ancora notificato. Intanto del suo caso s'interessa la trasmissione della Rai "La vita in diretta", che ha contattato l'avvocato Salandin per chiedere la disponibilità di Ceccato a partecipare alla trasmissione in programma giovedì sulla Rai. (e. f.) di Enzo Favero wMONTEBELLUNA È stata avviata un'indagine interna in Comune per capire la brutta storia del maglio e degli altri attrezzi della fucina del fabro donati dai fratelli Gazzola e spariti da villa Binetti dove erano custoditi. Un passo lo ha fatto anche il presidente dell'associazione Museo dello Scarpone, Antonio Lauro, che ha presentato denuncia ai carabinieri per la scomparsa di tutto quel materiale storico. Intanto l'ex direttore del museo, Aldo Durante, giudica gravissimo che sia sparito quel materiale e ricorda come il progetto iniziale del Comune, dopo l'acquisto di villa Binetti, fosse quello di allestire un museo della vita montebellunese e in tale ottica fosse stato donata tutta l'attrezzatura della bottega Gazzola. «Ho disposto una indagine interna per capire quando è stato donato quel materiale, se al Comune o a chi, quando sarebbe stato dato in consegna al museo e con quali scopi, e di recuperare tutta la documentazione che attesta i vari passaggi», dice il sindaco Marzio Favero, «Sono stato informato dal presidente Lauro che quel materiale, che era stato donato, è sparito, so che ha fatto denuncia ai carabinieri e spero che, visto che si sa chi l'ha materialmente caricato su un camion e portato via, si possa risalire anche a chi ha dato queste disposizioni. È un fatto molto spiacevole che del materiale donato per ricordare la storia di Montebelluna sia sparito così, un fatto grave su cui intendiamo fare luce, anche perché c'è altro materiale storico importante a villa Binetti e non vorremmo che facesse la stessa fine del maglio e della attrezzatura della fucina. E proprio per questo a breve avrò un incontro con il presidente dell'associazione Museo dello Scarpone per discutere della gestione della villa. Perché è importante, dopo quanto è successo, garantire la sicurezza del materiale che si trova lì e quindi affronteremo assieme la questione della gestione per vedere cosa deve fare l'associazione e cosa il Comune». «Quella villa è stata data in gestione agli industriali», dice l'ex direttore del museo, Aldo Durante, «ma il Comune non può non rispondere di quanto è accaduto. Il materiale era stato donato al Comune perché nel 1980, dopo che era stata acquistata villa Binetti, c'era il progetto di fare un museo di vita montebellunese e con questo obiettivo erano stati donati tanti materiali. Quindi l'amministrazione comunale deve tenere conto di tutto ciò e verificare cosa è accaduto veramente a villa Binetti».