Show di Pettenò e litigi tra alleati L'Idv: dall'Italicum all'Ipocritum

VENEZIA Il voto sulla nuova legge elettorale ha sancito il capovolgimento di posizioni di Leonardo Padrin; il capogruppo dei forzisti "azzurri" si era battuto per la retroattività del limite di mandati ma, sconfitto in aula, ha appoggiato la "proposta 2025" della Giunta: «È mancato il gesto di coraggio ma si tratta comunque di un passo avanti nel rinnovamento». In aula non sono mancati gli show, con Pietrangelo Pettenò (Rifondazione) che additava gli avversari strillando «eccoli! foto! foto!»; con il battibecco plateale tra Ruffato e Caner; con i paroloni volati tra Padrin e Zorzato. Critica l'Idv: «Se a Roma si scannano sull'Italicum, a Venezia vede la luce l'Ipocritum», pungono Gennaro Marotta e Antonino Pipitone «e a vincere sono i furbetti del poltronificio»; «La Casta non molla mai», fa eco Giuseppe Furlanetto. Infine FI-Pdl, dove Amedeo Gerolimetto fa notare che il Veneto «è l'unica Regione che ha eliminato il listino bloccato, ha ridotto i consiglieri da 60 a 50, tagliato gli emolumenti e inserito il limite dei due mandati»; «Basta, abbiamo perso fin troppo tempo a discutere questa legge elettorale, le priorità dei veneti sono ben altre», taglia corto il capogruppo Piergiorgio Cortelazzo».