DOPO 10 ANNI È GIUSTO ANDARSENE

di LEONARDO PADRIN (*) Sulla vicenda del doppio mandato credo che i lettori e gli elettori si siano fatti in questi mesi un'opinione precisa di ciò che sta accadendo in consiglio regionale del Veneto. Non per essere manichei, o troppo rozzi, ma credo si possa dire che da una parte c'è chi vuole il rinnovamento reale. Rinnovare è anche questione di persone, di immagine, di non definitivo attaccamento ad un ruolo elettivo di rappresentenza. Quale gesto migliore che darsi un tempo di scadenza?  Se volete, come le mozzarelle: ad un certo punto diventano immangiabili. O come i presidenti degli Stati Uniti, che dopo i due mandati in otto anni escono di scena. Per sempre. Ma dall'altra parte cosa c'è? Io non ho avvertito gli echi di una grande battaglia, i richiami a valori condivisi.  Mi è parso di capire che quanto si è perpetrato in commissione Affari Costituzionali sia stato il segno di una grande debolezza.  Posso definirla codardia? Forse è eccessivo. Del resto, come diceva Ennio Flaiano, «Tengo famiglia» è il motto forse di un intero popolo. Certo, mi ha fatto impressione il costante tentativo e trasversale di insabbiare, nascondere, celare, quasi che ci si vergogni di dire al lettore e all'elettore che senza quel posticino, oltretutto ben pagato, non sapremmo come arrivare alla fine del mese. E poi ci stupiamo ancora, o facciamo finta di stupirci, se veniamo aggrediti al bar (esprimo la mia solidarietà per la recente aggressione nei confronti dell'eurodeputata Pd Alessandra Moretti) al mercato (quando ci andiamo) dai lettori e dagli elettori che, invece, hanno le tasche piene di questi atteggiamenti codardi e deboli della politica.   Allora sì, è codardia. E' la famosa mano che dopo aver scagliato il sasso, lesta, si rimette in tasca a contar gli spiccioli.  Qui le manine e le manone sono state tante: i complottisti potrebbero scorgervi alleanze che hanno portato ad accordi, che hanno sottoscritto inciuci. Ma io sono sicuro che come diceva Marcantonio «Cesare è un uomo onesto» e rispetto chi si è espresso pubblicamente contrario alla riforma vera. Rimane l'amaro in bocca. Perché offrire un segnale, sebbene piccolo, ma concreto da parte di questo Consiglio sarebbe stato come avviare in Veneto una piccola rivoluzione copernicana. Avremmo dato un segnale forte, determinato, unito. Avremmo, forse, dato un significato diverso alle molte parole che verranno spese in questa prossima campagna elettorale. Magari, per alcuni, sarebbe stata l'opportunità di risultare perfino credibili.  Dimostrerò presto che la legge che limita a due i mandati per i consiglieri regionali, tenendo conto delle legislature già fatte, è costituzionale e quindi proporrò un emendamento da votare in aula la prossima settimana. Dopo tante chiacchiere sulla necessità che la politica ha di uscire da paludi, calunnie e sputtanamenti, sarà nelle mani di questo Consiglio Regionale la possibilità di uno scatto di orgoglio. Altrimenti rimarrà solo un pugno di mosche. Anzi, una manciata di spiccioli.  (*) Capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale ©RIPRODUZIONE RISERVATA