Le macroregioni Pd accendono lo scontro «Si impegni Renzi»

di Claudio Baccarin wPADOVA «Sfido Matteo Renzi a presentare una proposta, degna di questo nome, di ridisegno delle Regioni. A quel punto io illustrerò la mia e ci confronteremo». Il presidente del Veneto, Luca Zaia, non prende troppo in considerazione il progetto di legge costituzionale, elaborato da due parlamentari democratici, il deputato Roberto Morassut e il senatore Raffaele Ranucci, che punta all'accorpamento di alcune Regioni, riducendo il numero dalle attuali venti a dodici. In particolare, nella proposta Morassut-Ranucci, il Veneto verrebbe accorpato al Friuli-Venezia Giulia e al Trentino-Alto Adige, per dare vita alla Regione Triveneto. Restando al Nord la Regione Lombardia rimarrebbe invariata, mentre dall'unione di Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria, verrebbe istituita la Regione Alpina. Ma non mancano altre ipotesi. Al deputato forzista Massimo Palmizio basterebbero tre macroregioni: quella del Nord metterebbe insieme Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli–Venezia Giulia (per una popolazione complessiva di 23.376.208 abitanti e una superficie di 97.796 chilometri quadrati); quella del Centro accorperebbe Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Sardegna (per una popolazione di 18.069.625 abitanti e una superficie di 104.993 chilometri quadrati); quella del Sud dovrebbe fondere Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia (19.236.297 abitanti e una superficie di 98.929 metri quadrati). Ancor più suggestiva l'ipotesi di Edmondo Cirielli e Giorgia Meloni (Fdi-An). In questo caso nascerebbero 36 regioni. Veneto verrebbe smembrato a fra quattro enti: Verona e Legnago finirebbero nella regione del Garda insieme con Brescia e Mantova; Rovigo e Adria andrebbero nella Padania orientale con Ferrara; Feltre, Agordo, Belluno e Cortina sarebbero destinate alla regione Trentino; nella Regione Veneto ritroveremmo l'area metropolitana di Venezia e le province di Padova, Vicenza e Treviso. «Credo di essere stato il primo, nel 2010», sottolinea il governatore Zaia, «a parlare della necessità di accorpare le attuali Regioni. Quindi posso considerare miei discepoli tutti quelli che ne parlano adesso. Orbene, la proposta dei parlamentari Pd è a dir poco imbarazzante. L'attuale Lazio viene infatti smembrato in tre: una parte andrebbe con la Toscana, un'altra con la Campania. Ma la peggio monnezza vomitevole sarebbe quel francobollo ritagliato intorno a Roma per la Regione di Roma Capitale. Insomma, da Mafia Capitale a Roma Capitale. Allora, io non so se Renzi condivida questo progetto di legge; il ministro Boschi non ha detto una parola sul tema. Io allora invito il premier a presentare un progetto del governo e ad aprire il confronto. Anche se io non credo che Renzi creda nel federalismo». L'onorevole Simonetta Rubinato (Pd) ricorda che la macroregione Triveneto era già contenuta nello studio elaborato nel 1992 dalla Fondazione Agnelli e anticipa che riproporrà, come emendamento al disegno di legge costituzionale Boschi, la sua proposta d'inserire il Veneto tra le Regioni a statuto speciale. «Credo che il mio potrebbe essere un mattone utile sulla strada della costruzione di una macroregione del Nordest». Quanto ai Comuni, «la Germania ne aveva 22 mila e li ha ridotte a diecimila, pur contando 80 milioni di abitanti. In proporzione l'Italia dovrebbe averne novemila». «Quella dei miei colleghi Morassut e Ranucci», chiosa l'onorevole Roger De Menech, segretario regionale del Pd, «è una proposta seria, anche se non mi nascondo che sarà molto complicato realizzarla». Per Leonardo Padrin, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, «più che di proclami c'è bisogno di concretezza. Allora una legge costituzionale stabilisca che i Comuni montani devono avere minimo 5 mila abitanti e gli altri minimo 10 mila abitanti. E si aboliscano le Province». Un tema caro anche ad Enrico Cappelletti. «Renzi», afferma il senatore del Movimento Cinque Stelle, «aveva promesso di abolirle ed invece ha cancellato solo il diritto dei cittadini a eleggere i loro rappresentanti. Il nostro candidato governatore Jacopo Berti ha affermato che gli piacerebbe avere in Italia tutte le Regioni a statuto speciale. E io non posso che sottoscrivere». «Il ridisegno delle Regioni», dicono in coro il vicepresidente del Veneto Marino Zorzato e il presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato, «è ormai un'urgenza imprescindibile». Un Triveneto a statuto speciale, per Ruffato, sarebbe cosa buona e giusta.