«Strada pericolosa, ora dovete intervenire»

di Francesca Gallo wVITTORIO VENETO Il giorno dopo l'incidente mortale a San Floriano tra dolore e polemiche. Ieri una processione continua di persone si è recata sul luogo della tragedia costata la vita a Valentino Pagotto, 39 anni, e alla madre Fortunata Bergami, 71, di Fontanelle. Attaccato al paracarro dove si è impennata la Volvo sulla quale viaggiavano madre e figlio è stato deposto un mazzo di fiori. Curiosi si sono spinti anche sulle rive del lago Restello, lo specchio d'acqua dell'Enel dove è finita la folle corsa della Volvo V40. Intanto in mattinata i tecnici dell'Anas e gli operai comunali hanno messo in sicurezza il muro frantumato dall'uscita di strada dell'auto poco prima della chiesa. Cordoglio alla famiglia da parte del sindaco Roberto Tonon, ma anche un messaggio politico. «Credo che fare polemica in questa circostanza sia non solo inutile ma quasi offensivo», ha messo le mani avanti il primo cittadino di Vittorio Veneto. «La competenza dell'Alemagna  è comunque dell'Anas dove abbiamo subito chiesto di fare delle verifiche ed eventualmente metterla in sicurezza». Nonostante l'acqua sul fuoco gettata dal primo cittadino la polemica sulla percolosità  della statale 51 è subito divampata. A farsi portavoce è soprattutto l'ex presidente di quartiere Silvano De Nardi, accorso giovedì in via San Floriano. «Quel muro dove è volata giù l'auto non è adeguato», afferma senza mezzi termini. «È stato costruito intorno agli anni '30  quando nella Val Lapisina passavano ancora i carri. Era stato fatto con malta e sassi e non resiste a impatti frontali. Andrebbe rinforzato da sotto con tecniche moderne. Era a norma all'epoca, ora certamente non più. A questo si deve aggiungere un robusto guard rail». Già cinque anni fa De Nardi, allora rappresentante di quartiere, aveva mandato un articolato dossier, corredato di fotografie, all'Anas e al comune per evidenziare tutte le criticità dell'Alemagna che da Porta Cadore arriva fino in cima al Fadaltoi:  dai muretti troppo bassi ai guard rail poco sicuri. «Qualcosina è stato fatto ma ancora troppo poco», dice il referente della Val Lapisina, «qualche asfaltatura, delle stuccature in qualche muretto pericolante e il miglioramento della segnaletica, ma resta ancora molto da fare». Anche Giorgio Casagrande, residente a San Floriano è particolarmente critico. «Questa strada è pericolosissima», dice, «c'è stata una serie impressionante d'incidenti. L'Anas deve togliere tutti quei muri pericolanti». «Se non ci fosse  l'A 27 », dice l'ex assessore Bruno Fasan, il primo a dare l'allarme giovedì, «su questa strada sarebbe una guerra quotidiana». Don Federico De Bianchi prega per le vittime: «È una tragedia che ha sconvolto la comunità: mi spiace molto per i familiari che passeranno un Natale tristissimo».