Maria Angela, disposta l'autopsia

SEGUSINO Non sembrano esserci dubbi sulla dinamica che ha portato alla scomparsa di Maria Angela Dal Bello, la 63enne di Segusino scomparsa da casa domenica 16 novembre, e ritrovata esattamente una settimana dopo, domenica mattina, in un isolotto nell'alveo del Piave, a Onigo di Pederobba, priva di vita. La donna, confermando i timori dei familiari, avrebbe quindi scelto un gesto estremo per andarsene. La dinamica, però, non è del tutto chiara, e il Pubblico Ministero Massimo De Bortoli ha disposto l'autopsia sul corpo della donna, per chiarire le cause del decesso. Oggi o domani l'esame autoptico, poi arriverà il nulla osta per i funerali. Nessuno, al momento, è iscritto al registro delle notizie di reato, nemmeno il marito della donna, Giannantonio Zatta, l'ultimo ad averla vista, e ad esserle stato accanto pochi istanti prima della misteriosa scomparsa. L'uomo, due domeniche fa, aveva accompagnato la moglie sulla strada vecchia che costeggia il Piave tra Segusino e Vas, alla ricerca di un borsello smarrito da Maria Angela. A un certo punto, quest'ultima, secondo la ricostruzione dell'uomo, avrebbe chiesto di fermarsi a riposare (quella stessa mattina aveva già percorso una decina di chilometri a piedi). Giannantonio era così andato avanti da solo: tornato sul luogo in cui aveva lasciato la moglie cinque minuti prima, non l'aveva più trovata. Fin da subito le ricerche si sono concentrate sull'alveo del fiume. L'appello della famiglia era arrivato anche alla trasmissione "Chi l'ha visto" che aveva lanciato la notizia in modo che chiunque potesse contribuire al ritrovamento della donna. Domenica, invece, il ritrovamento del cadavere a Onigo di Paderobba, in un isolotto nell'alveo del Piave. Il riconoscimento era stato fatto dal marito poche ore dopo il ritrovamento. (a.d.p.)