Maxi evasione e fatture false: tre finiscono a processo

CASTELFRANCO A processo per fatture fasulle. Ieri mattina, il giudice Morsiani, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Golin, ha rinviato a giudizio tre persone, accusate a vario titolo di evasione fiscale. Dovranno presentarsi in tribunale a Vicenza il prossimo 17 giugno Andrea Stocco, 39 anni, residente a Castelfranco (è difeso dall'avv. Simone Guglielmin), Andrea Tavernaro, 39, di Castello di Godego (avv. Gabriele Traina), e Claudio Bottan, 55, di Busto Arsizio (avv. Carlo Covini). La posizione di una quarta persona è stata stralciata. I fatti contestati, e ricostruiti dalla procura che aveva coordinato le indagini della guardia di finanza di Bassano, risalgono al biennio 2007-2008. Gli imputati erano stati, secondo l'accusa, amministratori di fatto o di diritto della società "Mapi srl", con sede a Valstagna in via Mattana. Tavernaro avrebbe omesso di presentare la dichiarazione dell'Iva per il 2007 per 150 mila euro e per 511 mila l'anno successivo. Inoltre, i tre devono rispondere di aver emesso fatture per operazioni inesistenti, allo scopo di consentire ad altre ditte di evadere il pagamento delle imposte con passivi fittizi in grado di abbassare l'imponibile e far pagare meno tasse. Nel 2007 la "Mapi" avrebbe emesso fatture false a favore della "Filippi elettrodomestici" di San Giorgio delle Pertiche, per importi non elevati, e nel 2008 altri documenti per operazioni inesistenti, per un valore di circa 2 milioni di euro, nei confronti della "Autoscout srl" di Padova. Bottan è chiamato anche a rispondere delle fatture per 850 mila euro emesse per la "T.one group srl" e per 100 mila a favore della "Daf srl" di Fiano Romano. Stocco avrebbe acquisito auto per 3 milioni di euro in Austria e Germania, rivendendole alla "Autoscout" con ricarico negativo, a dimostrazione - secondo gli inquirenti - del fatto che la "Mapi" era solo una cartiera e non una realtà commerciale consolidata. Infine, tutti e tre gli imputati sono accusati di aver fatto sparire la documentazione contabile della "Mapi" per non far ricostruire il volume d'affari della ditta. In aula avranno la possibilità di difendersi e di far valere le loro ragioni. Diego Neri