Raccolta firme contro il fiscal compact

É iniziata ieri anche a Treviso la raccolta firme per il referendum anti austerità. A promuoverlo Sel, Cgil, Sunia, Auser, Legambiente; con Luigi Calesso nel comitato provinciale. Un referendum che vuole modificare quattro articoli di legge che derivano dal fiscal compact e che, secondo i promotori, consentirebbe di dare nuovo respiro alle politiche fiscali del governo. «Con il governo Monti erano stati presi dei provvedimenti addirittura più restrittivi di quelli richiesti dall'Europa», dice Nicola Atalmi (Cgil), «come inserire nella Costituzione il pareggio di bilancio». «Cambiando queste quattro disposizioni», spiega Calesso, «non si interviene su leggi europee o trattati internazionali, ma si garantisce un maggior margine di manovra allo Stato». Con il primo quesito si impedisce al Governo e al parlamento di stabilire obiettivi di bilancio più gravosi di quelli stabiliti dall'Ue; con il secondo si abroga la disposizione che prevede l'esatta corrispondenza tra il principio costituzionale di bilancio e il cosiddetto "obiettivo a medio termine" dell'Ue; il terzo abroga la norma che limita il ricorso all'indebitamento ai soli casi eccezionali stabiliti dalla legge. Infine il "meccanismo di correzione" delle politiche di finanza pubblici, (nuove tasse o riduzione della spesa pubblica, se non viene raggiunto l'obiettivo di bilancio), avverrà soltanto quando previsto dall'Ue e non da altri trattati internazionali. Lunedì primo settembre nella saletta del Caaf Cgil si terrà un incontro per promuovere il referendum. (f.c.)