Senza Titolo

di Valentina Calzavara «Less is more» dicono gli inglesi, massima che, dalle nostre parti, suona più o meno così «meno è meglio». E mai ci fu proverbio più azzeccato per il "trevigiano" Paolo Leone che si sta preparando a partire per un viaggio intorno al mondo in autostop, liberandosi di tutto il superfluo. Nato a Termoli, in Molise, 31 anni fa, per lui Treviso è come una seconda città. Qui nella Marca ha coltivato vita, lavoro e amicizie per tre lunghi anni tanto da essere stato soprannominato "il nuovo ragazzo di San Giuseppe". «Ho studiato informatica a Bologna e poi mi sono trasferito a Treviso dove ho trovato lavoro presso H-Farm di Roncade. Ora ho deciso che volevo modificare qualcosa della mia vita. Avevo bisogno di andare all'estero, di vedere posti nuovi, di uscire dagli schemi», racconta, «così ho abbracciato la filosofia del downshifting, lavorare il giusto dedicando più tempo a fare quello che ti piace. Nel mio caso, viaggiare. E così, da maggio, questa idea ha cominciato a prendere forma». Addio quotidianità, certezze, routine. Dopo averci pensato su, Paolo si è licenziato, ha disdetto il contratto d'affitto della casa, ha comunicato la decisione alla sua famiglia. A breve, tra il 15 e il 20 settembre, partirà, nel nome dell'avventura, che non significa solo strade e luoghi, ma anche un'occasione per stare con se stessi e con gli altri, magari incontrati per la prima volta lungo la strada della propria esistenza. «In un primo momento mi farò le ossa in Europa, andrò a trovare Stefano in Svizzera, Fabio in Spagna, Dalila in Portogallo e, verso Capodanno sarò alle Canarie», anticipa, per poi proseguire a Nord. Attraverserà la Manica per vedere l'Inghilterra e salutare Pam, l'Irlanda e la Scozia. Da qui, volerà in Australia e poi... I tre puntini di sospensione sono d'obbligo. «Chi lo sa, mi si aprono tante porte. Nuova Zelanda, oppure la risalita a Oriente, Indonesia, Malesia. Vedremo strada facendo». All'emozione per tutto quello che lo aspetta, più ignoto che noto, Paolo aggiunge anche un briciolo di nostalgia, nel lasciare Treviso. Sorride e ricorda. «Mi porterò nel cuore Piazza dei Signori, luogo di nottate e risate bevendo un'ombra con gli amici. E poi la cucina veneta. Mi fanno impazzire il radicchio al forno, la porchetta e la pasta e fagioli». Gli mancherà anche la sua casetta a San Giuseppe, la gente del quartiere, gli affetti coltivati nel Trevigiano. Per il resto, «less is more». Nel suo blog del viaggiatore (http://globetrotter.pleone.it/it) la lista di oggetti è quasi tutta depennata. Ha già ceduto mobili, capi d'abbigliamento, la sua Opel Corsa, restano ancora una moto, una webcam, una tenda da campeggio. «Nel film "Tra le nuvole" George Clooney ci racconta che più cose abbiamo più lentamente ci muoviamo e così la penso anch'io. Per questo ho deciso di vendere tanta roba che avevo in casa. Me ne libero e racimolo un po' di denaro per questo progetto, in parte finanziato dallo sponsor Subito.it». Progetto che però ha delle peculiarità: è stato deciso il momento dei saluti, ma non c'è data di ritorno e non esiste un calendario vero e proprio. «Sarà la vita a condurmi. Guardo al presente e penso che sarà il futuro a presentarmisi davanti». Chilometri totali? Chi può dirlo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA