Gemelli e pure compagni di squadra

Due gemelli nella stessa squadra, un caso più unico che raro. Sono i montebellunesi Fabio e Flavio Gobbo, nati il 17 febbraio 1984: per la terza stagione di fila giocheranno insieme nel San Gaetano, club neopromosso in Promozione. L'uno difensore, buon fisico, bravo di testa e nell'anticipo. L'altro centrocampista, più tecnico, a cui piace giocare palla a terra e in profondità, senza la fissa del gol, complice una buona dose di altruismo. Condividono la passione per il calcio fin da bambini, essendo cresciuti insieme nei vivai di Milan Guarda, Montebelluna e Pievigina, debuttando in prima squadra a Farra di Soligo. Poi le strade si sono divise. Fabio ha giocato con Istrana, Ardita QdP, San Floriano e Ambrosiana; Flavio invece si è fermato un anno per il militare, per poi indossare le maglie di Luparense, Ca' Rainati e Caerano. I loro destini si sono incrociati di nuovo a San Gaetano: per Flavio sta per cominciare la quarta stagione in biancorosso, la terza con il gemello. Ed è stato proprio Flavio a convincere il fratello a raggiungerlo nell'anno in cui la squadra debuttò in Prima categoria. «Siamo abituati a stare insieme, ci capiamo al volo sia in campo che nella vita», racconta Flavio, «Il problema semmai è per il mister David Favero e per gli arbitri. L'anno scorso Fabio si è beccato una squalifica a causa mia perché fisicamente siamo due gocce d'acqua, un autentico scambio di persona. Inoltre i nostri nomi sono simili, e quando il mister ne chiama uno, ci giriamo entrambi». Gemelli nel tifo (milanisti) e nel Palio di Montebelluna (contrada di Caonada), e anche nel lavoro con la stessa impresa edile. «Ci confrontiamo sul calcio a tutte le ore del giorno», continua Flavio, «ma non è tutto rose e fiori: il fatto di essere fratelli fa sì che non ci perdoniamo nulla in campo. Con un altro compagno invece è diverso, c'è più pazienza». Una sensazione che in questa stagione possono provare altre coppie di fratelli in uno stesso club: da Andrea e Alvise Nobile (Union Pro) a Giacomo e Alberto Cirotto della Godigese. Ma il caso dei Gobbo, in quanto gemelli, batte forse tutti i record. (a.z.)