Roberto Scandiuzzi «Formerò talenti nella mia Treviso»

«Roberto Scandiuzzi si è esibito nei più grandi teatri del mondo e ha onorato la sua terra d'origine sia con il prestigio del grande cantate che festeggia i 35 anni di carriera, sia con la generosità nel sostenere manifestazioni come la nostra e nel donare borse di studio per i giovani in questo periodo di crisi, azioni che lo rendono grande anche umanamente».Con questa motivazione il famoso basso trevigiano ha ricevuto ieri sera da il Premio Oder alla Cultura 2014 nell'ambito di Opera in Piazza Festival "Giuseppe di Stefano" a Oderzo, spostata dalla Piazza Grande al Palateatro, dopo il forzato rinvio di sabato a causa del maltempo. La premiazione, diretta da Maria Grazia Patella, ha coronato la messa in scena del capolavoro rossiniano "Il Barbiere di Siviglia", in cui Scandiuzzi ha interpretato Basilio, il maestro di musica della bella Rosina, stregando con la sua voce corposa e nobile il pubblico accorso da varie parti d'Europa. Tutti lo vogliono e tutti lo cercano, come il barbiere rossiniano, ma Roberto Scandiuzzi annuncia che lavorerà più spesso a Treviso per formare nuovi talenti. «Sto pensando con il Teatro Comunale», spiega il cantante, «di sfruttare le occasioni in cui mi trovo ad esibirmi da queste parti e tenere dei corsi o dei master di canto lirico. Insegnare mi piace e se penso che da questi luoghi sono arrivati cantanti come Maria Chiara, nasce in me il desiderio di coltivare nuove voci partendo da qui». Il mondo della lirica, infatti, non sembra molto facile per i giovani oggi. «Le voci ci sono», dice Scandiuzzi, «i ragazzi sono motivati, entusiasti e disposti ad impegnarsi, ma la sfida è un'altra: troveranno chi saprà gestirli, preparali e soprattutto investire su di loro? Metto a disposizione borse di studio in Italia perché all'estero ci sono realtà di sostegno molto più forti, mentre qui i giovani sono un po' abbandonati a sé stessi». All'ultimo Concorso lirivo Toti Dal Monte non sono stati assegnati i due ruoli principali e il basso propone nuove possibilità per il premio. «Sicuramente questa non assegnazione è motivata», continua il cantante, «ma non vorrei che ne gioissero le agenzie a cui ci si deve rivolgere per reperire le voci mancanti. Una soluzione potrebbe essere la possibilità di individuare la voce e poi dare il tempo al cantante di migliorare e prepararsi con una formazione specifica». E sul fenomeno "Il Volo" e la pop opera, Scandiuzzi ha un giudizio chiaro: «Ben vengano le possibilità di avvicinare i giovani alla cultura lirica, d'altronde anche io ho partecipato al Pavarotti and Friends perché c'è una reale difficoltà a portare le nuove generazioni all'opera, ma con la dovuta attenzione a non inquinare mai i generi». Elena Grassi