COME CAMBIA IL NORDEST»LA RICERCA

di Daniele Marini * La sfera privata dei valori e quella pubblica non sono perfettamente speculari nell'immaginario dei nordestini. Come se fossimo affetti da una sorta di dissonanza fra i riferimenti soggettivi e quelli che ispirano i comportamenti dei nostri conterranei. Certo, non siamo di fronte a orientamenti totalmente divergenti, ma a una gerarchia molto diversa sì. In generale, se a livello soggettivo manifestiamo un'attenzione prevalente alle virtù civiche e pubbliche, quando pensiamo ai nostri connazionali tendiamo a mettere in risalto i valori delle sfere private e personali. La narrazione dei cambiamenti culturali dell'Italia, che l'indagine realizzata da Community Media Research e Questlab affronta in questa nuova rilevazione, è legata ai valori ritenuti più importanti dalla popolazione, sia a livello soggettivo che per la comunità nazionale. Agli interpellati è stata proposta una lista, equamente divisa fra aspetti privati e civici, all'interno della quale era necessario operare una graduatoria con tre livelli d'importanza. La classifica finale evidenzia una significativa diversità. A livello soggettivo sul podio mettiamo, in ordine d'importanza, la famiglia (31,6% Nord Est; 35,5% Italia), la gestione responsabile della cosa pubblica (27,0% Nord Est; 24,0% Italia) e la lotta alle diseguaglianze sociali (11,4% Nord Est; 15,1% Italia). Se poteva essere facilmente prevedibile il ruolo preponderante assegnato al valore della famiglia, sicuramente meno scontato è il peso attribuito alle due virtù pubbliche: sono probabili segni degli anni della crisi e soprattutto della necessità di un maggiore senso di responsabilità nella guida dei beni collettivi. Considerando le ripartizioni regionali, è possibile osservare come siano i veneti (34,7%), più dei friulani (24,4%) e dei trentini (20,0%), a mettere l'accento sulla famiglia. Viceversa, la gestione responsabile della cosa pubblica sta di gran lunga più a cuore ai friulani (44,9%) e ai trentini (30,0%) che ai veneti (22,7%). Così pure il valore della lotta alla disuguaglianza sociale è maggiormente sottolineato dai friulani (17,9%) e dai trentini (15,0%) che dai veneti (9,8%). Dunque, le gerarchie di valori sono assai diverse all'interno del Nord Est. Se i veneti mettono l'accento sulla famiglia, i friulani e i trentini sono più attenti alla dimensione pubblica. Spostandoci sul versante della comunità nazionale, la classifica muta di segno. Al primo posto viene di gran lunga il successo economico (41,2% Nord Est; 40,3% Italia), più distanziati la gestione responsabile della cosa pubblica (32,8% Nord Est; 26,4% Italia) e quindi la famiglia (17,1% Nord Est; 18,4% Italia). Guardando gli altri, siamo più propensi a immaginarli ispirati prevalentemente da un interesse strumentale ed economico, implicitamente siamo più diffidenti poiché riteniamo che i nostri vicini si comportino pensando soprattutto al proprio tornaconto. Soffermando l'analisi sul primo aspetto più importante a livello soggettivo, possiamo individuare alcune differenziazioni interessanti. La famiglia è un valore centrale, in particolare per la componente femminile (41,2%), le casalinghe (69,0%), i residenti nel Mezzogiorno (41,8%) e chi ha un titolo di studio basso (55,5%). La gestione responsabile della cosa pubblica, invece, ha i maggiori sostenitori nella parte maschile (28,3%), i più anziani (30,8%, oltre i 65 anni), i residenti del Nord Est (27,0%). Infine, la lotta alle disuguaglianze sociali vede in prima linea i più giovani (30,0%, fino a 24 anni), gli studenti (30,7%), gli abitanti del Centro (19,7%). Il questionario proponeva di scegliere fra tre dimensioni in ordine d'importanza. Una misura di sintesi, che considera assieme le risposte offerte, delinea quattro profili dei nordestini rispetto ai diversi orientamenti di valore, sia a livello soggettivo che collettivo. Come in precedenza, e in misura ancor più accentuata, emerge una differenziazione tra privato e pubblico. Dal punto di vista soggettivo, è largamente prevalente l'indirizzo "civico-privato" (48,3% Nord Est; 43,9% Italia), ovvero di chi sceglie per sé soprattutto i valori civici sebbene non in modo esclusivo. All'interno del Nord Est appartengono a questo gruppo soprattutto i trentini (71,4%), seguiti dai veneti (48,6%) e dai friulani (42,1%). Seguono parimenti gli "universalisti" (23,2% Nord Est; 24,5% Italia), che scelgono esclusivamente valori civici e pubblici, soprattutto fra i friulani (38,2%) piuttosto che fra i veneti (19,1%) e i trentini (9,5). E i "personalisti-civici" (22,2% Nord Est; 23,8% Italia) orientati maggiormente alle dimensioni private (24,0% Veneto, 18,4% Friuli Venezia Giulia, 19,0% Trentino Alto Adige). Infine, troviamo i "personalisti" (6,3% Nord Est; 7,8% Italia), cioè gli ispirati solo da aspetti privati (8,3% veneti, 1,3% friulani, 0,1% trentini). Dunque, l'universo simbolico dei nordestini, a livello soggettivo, appare composto in prevalenza da valori di carattere civico, mentre quelli più di natura privata paiono posti in secondo piano. Molto diverso, e per certi versi opposto, è il pantheon attribuito ai connazionali. In questo caso prevale un orientamento "personalista" (38,6% Nord Est; 36,9% Italia) e "civico-privato" (24,5% Nord Est; 19,1% Italia). Meno numerosi, invece, sono i "personalisti-civici" (19,8% Nord Est; 23,1% Italia) e gli "universalisti" (17,1% Nord Est; 20,9% Italia). Analizzando solo la dimensione soggettiva dei valori possiamo sottolineare alcune fratture di rilievo. Vivere nel Mezzogiorno, possedere un basso livello di istruzione, partecipare assiduamente ai riti religiosi, avere un atteggiamento di delega o di distacco verso la politica, tende a far prevalere un orientamento "personalista". Per contro, risiedere nel Centro-Nord, avere un titolo di studio medio-alto, frequentare saltuariamente i riti religiosi ed essere interessato alle vicende politiche sospinge verso un orientamento più "civico". Dunque, contesti territoriali e culturali costituiscono l'humus che definisce l'universo simbolico degli italiani e dei nordestini: civici in privato (soprattutto i trentini e i friulani, ben più dei veneti), privati in pubblico (ben più i veneti, dei friulani e dei trentini). * Università di Padova Community Media Research