Si getta sotto a un treno: muore a 28 anni

di Enzo Favero wMONTEBELLUNA Un altro giovane si è tolto la vita a Montebelluna. Aspettando il treno regionale 11098 che saliva da Padova e doveva arrivare a Montebelluna poco dopo le 22. Aveva 28 anni Luca Zanatta, faceva l'operaio, abitava con i genitori in via Magellano a Guarda, una laterale di via Barche dove sono stati edificati nuovi complessi. Inspiegabili i motivi del suo gesto. I conoscenti lo descrivono come un giovane introverso, ma nulla aveva lasciato intendere ai suoi genitori che volesse prendere una decisone così tragica. Solo ieri pomeriggio si è stati certi della sua identità, dopo che i genitori ne hanno riconosciuto la salma in obitorio. Luca non aveva infatti documenti con sé. Solo la bici lasciata vicino al passaggio a livello di via Schiavonesca, a Busta, faceva capire che si trattava di un giovane del posto. Il treno stava attraversando la zona di Busta, ancora una manciata di minuti e sarebbe arrivato in stazione quando il macchinista ha sentito un colpo mentre passava nell'area del passaggio a livello di via Schiavonesca. Ha azionato i freni e fermato il convoglio. Sceso il personale dal treno subito ci si è resi conto di cosa era successo. Sulla massicciata c'era il corpo straziato di un uomo. È stato dato l'allarme e sul posto sono accorsi gli agenti della polfer di Castelfranco e i carabinieri di Montebelluna. Non c'era alcun documento che potesse consentire l'identificazione, si capiva solo che si trattava di un uomo sui trenta anni di carnagione bianca. Lì vicino c'era una bicicletta, una mountain-bike Gt Agressor. Dopo un paio d'ore è stata a utorizzata la rimozione del corpo, gli uomini della protezione civile di Montebelluna hanno ricomposto la salma e l'hanno trasferita all'obitorio, mentre la polfer stava cercando di dare un nome a quel corpo. Ieri mattina i genitori del giovane si sono recati dai carabinieri perché non avevano visto rientrare il figlio. Il tipo di bicicletta trovato vicino al corpo corrispondeva a quella del figlio, poi nel pomeriggio, in obitorio, è stato fugato ogni residuo dubbio: era proprio lui, lo hanno riconosciuto.