Quote rosa in municipio 43 candidate a sindaco

Basti dire che in cinque comuni le quote sono azzurre. Sissignori: uomini in netta minoranza, nella corsa alla poltrona di sindaco. E mica solo in paesi piccoli. Record a Caerano San Marco: tre candidate sindaco su 4 nomi: Marco Bonora, come un panda, deve vedersela con Barbara Guolo, Chiara Mazzocato ed Ester Susin. A Valdobbiadene 3 su 5: toccherà a Luciano Fregonese e Fabio Callegaro fronteggiare Francesca Mion, Paola Corrado e Rosy Gatto. A Pederobba, 2 aspiranti sindaci su 3 sono donna, come a Chiarano e a Salgareda. E in altri due centri siamo al 50% esatto. A Paese - oltre 20 mila abitanti, doppio turno - 2 donne candidate su 4 concorrenti (Francesca Brotto e Sara Tozzato, rispettivamente ambientalisti-sinistra e 5 stelle), come pure a Ponzano. A Mogliano, 20 mila abitanti, corrono Carola Arena (centrosinistra) e Cristina Manes (5 stelle).Una candidata, la giovane Alice Sabbadin, è in lizza a Preganziol. Tocca a Vittorio Veneto la poco onorevole palma della città senza donne date sindaco, e questo nonostante siano in campo ben 8 liste. Due belle istantanee secche, a dire quanto le donne in politica siano realtà consolidata della Marca, e non da oggi, e nemmeno da ieri: è da un decennio che un quinto dei comuni è a timone rosa. Queste comunali vedono, in 34 comuni sui 57 al voto, almeno una donna in lizza. E diciamolo subito, in quasi un terzo partono favorite. E non pensate sia solo un effetto del territorio, perché anche in Parlamento le donne battono gli uomini: 5 (Puppato, Rubinato, Casellato, Bisinella, De Pin) a 4 (Marcolin, Sacconi, Conte, Girotto). La matematica dice che le candidate sono un quarto del totale, o giù di lì. Una valanga rosa che cresce; significativo che molto sindache, bloccate dal limite dei due mandati, abbiano passato il testimone ad altre donne. E non per successione dinastica, ma perché nella Marca c'è una generazione di amministratrici che è cresciuta nel solco delle pioniere, le assessore del secondo dopoguerra. Gli annali del dopoguerra dicono che prima sindaco donna fu Clarissa Dall'Armellina, a Mareno, poi nel 63' toccò a Teresa Brisotto, a Ponte di Piave. Negli anni Settanta toccò a Cora Bellio (Mogliano), Lina Toscan (Monfumo), negli Ottanta a Elodia Luca, Miriam Chiarel, Pierina Fedato, Francesca Meneghetti, prima che gli anni '90 portassero alla ribalta Carla Puppinato, Anna Spinnato, Renata Serafini, Flavia Baccichetto, Pierina dal Cin, Elsa Tommasi, Milena Rosada, Maria Assunta Botteon. In 16, su 848 sindaci, dal 1946 fino alla Prima Repubblica. Poi la storia recente, con la nidiata leghista (Liviana Scattolon, Speranza Marostica, Silvia Rizzotto) delle civiche (Maria Gomierato), e del centrosinistra (Laura Puppato, Daniela Santambrogio, Simonetta Rubinato, Floriana Casellato, Daniela Marzullo). Torniamo al presente. La divisione più politica e di schieramento dice che la pattuglia più numerosa, nelle comunali 2014, sarà quella del centrosinistra: ben 18 candidate. Sono Carola Arena (Mogliano), Miriam Giuriati (Casier), Anna Sozza (Maserada), Luciana Fastro (Pederobba), Isabella Zuliani (Giavera), Paola Corrado, (Valdobbiadene), Pieranna Zottarelli (Roncade), Monia Bianchin (Ponzano), Sabrina Mazzon (Salgareda), Piera Cescon (Vazzola), Francesca Zabotti (Farra di Soligo),Paola Mariani (Povegliano), Michela Coan (Revine Lago), Laura Buso (Fregona), Paola Moro (Monastier), Paola Zanchettin (Orsago), Paola Toppan (Chiarano), Ester Susin (Caerano). Di queste, un terzo ha la tessera del Pd - Arena, Giuriati, Sozza, Fastro, Zuliani e Bianchin – le altre sono di area, ma ci sono alcune eccezioni più centriste e moderate, come Zottarelli e Zabotti. A seguire la Lega, con 7 candidate doc. Tre sono uscenti, ovvero Colmellere (Miane), Fregolent (Sernaglia), Marica Fantuz (Meduna), che si ricandidano; poi le new entry Lorena Rocco (Chiarano), Marilena Tormena (Crocetta), Paola Simionato (Riese), Giannina Cover (Gorgo). Subito sotto, le 6 candidate grilline: di fatto il 50% dei candidati. Due sono in grandi comuni che votano al doppio turno, cioè Cristina Manes (Mogliano) e Sara Tozzato (Paese). E ancora corrono Marina Vercelloni (Farra di Soligo), Ambra Biondo (Ponzano), Valentina Borin (Salgareda), Cristina Tessaro (Pederobba). Fra Pdl, centrodestra e centro, dove c'è fatica a decifrare etichette e provenienze, ecco Cristina Pin, che si ricandida a Cison, e Paola Roma, volto nuovo a Ponte di Piave. E poi l'esercito delle civiche, dei rassemblement, delle candidate che nascono dai territori, sotto i campanili. Quella zona franca dove anche i partiti fanno un passo indietro. Il fatto che un'altra dozzina di donne siano state scelte per aspirare alla prima poltrona di cittadino , in municipio, è l 'ennesimo certificato di affidabilità.