Nasconde la posta, condannata

Per mesi ha buttato o nascosto la posta dell'ufficio in cui lavorava: dalle disdette dei contratti di affitto alle cartelle di Equitalia. Ieri Lisa Bellio, 32 anni, è stata condannata a un mese di reclusione per aver sottratto la corrispondenza dello studio "Bisotto & partners", che si occupa di consulenza di impresa, consulenza contabile e revisioni legali. Il "peso" della posta è evidente: molte aziende clienti hanno eletto il proprio domicilio postale nello studio, nel senso che la corrispondenza arriva direttamente lì. I professionisti, che si erano costituiti parte civile nel procedimento con l'avvocato Franco Codogno, per il guaio provocato dalla loro ex dipendente saranno risarciti con una cifra pari a cinquemila euro. La giovane donna si era opposta a un decreto penale di condanna di 300 euro e aveva scelto di affrontare il processo, certa di poter dimostrare la sua innocenza. Ma il tribunale ha stabilito che Lisa Bellio è colpevole del reato di cui è stata accusata. Nel periodo compreso tra aprile e novembre del 2011, secondo la Procura, la giovane impiegata avrebbe occultato decine di lettere, trovate poi (anche a distanza di mesi dal loro ricevimento) in luoghi «incompatibili con la loro destinazione», come per esempio il cestino dei rifiuti, il contenitore della carta da riciclo, cassetti della scrivania, oppure mescolate «a tutt'altra documentazione». Fatto grave, secondo la Procura, in quanto commesso «con abuso di prestazione d'opera».