Le rapine tra Venezia, Treviso e Rovigo

Una lunga lista di colpi tentati, di colpi messi a segno e di rapine studiate per essere commesse nei prossimi mesi. I colpi erano stati messi a segno nelle province di Venezia, Treviso, Vicenza e Rovigo. Il gruppo criminale aveva in Costante Carraro, nel nipote Marco, in Michele Gelain e in Delfino Fincato i punti di forza e i banditi quelli sempre presenti quando si doveva colpire. Gli altri assumevano il ruolo di gregari di volta in volta. In pochi mesi colpiscono diverse volte. E se all'apparenza i colpi sembrano poco remunerativi in realtà i bottini non sono scarsi, basti pensare che alla sala scommesse di Marghera portarono via oltre 18mila euro. Per lo più prendono di mira banche e supermercati. Anche se puntano a oreficerie e ad assalti in abitazioni private. I poliziotti della Squadra Mobile, in diverse occasioni, devono studiare vari stratagemmi per evitare che i banditi mettano a segno i colpi con il pericolo che qualcuno si faccia male. Per sventare l'assalto alla gioielleria "Anna" di Vicenza una volta fanno transitare delle volanti della Questura davanti al negozio, successivamente fanno chiudere il negozio facendo esporre il cartello "Chiuso per inventario". A Rovigo per evitare la rapina in abitazione ai danni di un'anziana, la fanno andare via, e in un caso, riescono a manomettere i fucili mitragliatori che i banditi avevano caricato su un'auto per usarli.