Sveglia alla 7.30, svago e lezioni di lingua

Diciassette i profughi attualmente ospitati nel dormitorio comunale di Santa Maria del Sile, altri 32 (anche se inizialmente erano 40) da marzo sono stati presi in carico dalla Caritas e altri 25 arriveranno oggi e saranno temporaneamente sistemati nella struttura parrocchiale di Ponzano. Per 42 degli arrivati nel Trevigiano tra marzo e aprile la Questura ha già inviato alla Commissione territoriale di Gorizia due faldoni con richiesta di asilo politico. Lo status sarà riconosciuto solo dopo una valutazione. Ci vorrà qualche mese. Ma intanto come si vive dentro un centro di accoglienza, in attesa del diritto d'asilo? A raccontarlo sono i volontari delle associazioni che si stanno occupando dei migranti ospitati nella Marca. Trascorsi i primi giorni, quando gli ospiti si sottopongono alle visite dell'Usl e alle pratiche di identificazione da parte della Questura, le ore nei centri trevigiani trascorrono all'insegna dell'integrazione, momenti di gruppo e qualche uscita all'esterno. «La sveglia al mattino suona alle 7.30 poi, verso alle 8, c'è la colazione a base di latte, caffè, biscotti», racconta don Davide Schiavon, direttore della Caritas. Si prosegue quindi con la sistemazione degli spazi comuni e, alle 9.30, iniziano le attività ludiche e la formazione scolastica. Tra le proposte che vedono maggior adesione c'è la certificazione linguistica, continua don Schiavon: «Abbiamo due gruppi, seguiti da insegnanti volontari che sono stati suddivisi a seconda del livello di scolarizzazione. Per chi raggiunge un buon livello di apprendimento dell'italiano viene rilasciato l'attestato di livello A1». Accade lo stesso anche al dormitorio delle ex Marconi, dove vengono tenuti corsi d'italiano da docenti anglofoni e francofoni, conferma Stefano Rossi, presidente della cooperativa Servire. Chi non desidera imparare la lingua può scegliere di partecipare ad altre attività, come il calcio in cortile o i giochi di società. Poi, intorno alle 12.30, ci si ritrova tutti a tavola. «Il menù, essendo i nostri ospiti tutti musulmani, non prevede come ingrediente la carne di maiale, né l'alcol come bevanda», continua Schiavon. Nel pomeriggio si replica, con attività ricreative e possibilità di uscire dal centro con rientro obbligatorio alle 20.30. Infine, per il proprio sostentamento quotidiano, ogni migrante ha diritto a 2,50 euro giornalieri. «Il budget complessivo stanziato dal Ministero è di 30 euro a persona, di cui circa 27 vanno a garantire il mangiare, l'igiene personale e il sostegno psicologico. Il denaro restante, 2,50 euro, va alla persona che può acquistare sigarette, schede telefoniche per chiamare casa: queste ultime vanno per la maggiore» conferma il direttore Caritas. Valentina Calzavara ©RIPRODUZIONE RISERVATA