Irrompe nella casa di una donna e tenta di stuprarla: arrestato

di Marco Filippi wSPRESIANO Voleva a tutti i costi quella donna. Ed è bastato bere un bicchiere in più per trovare la forza per fare irruzione, armato di un coltello, nella casa di una quaratunenne di Spresiano, con la chiara intenzione di violentarla. Fortunatamente il figlio diciottenne della donna, che si trovava in casa, è riuscito a sventare l'agguato e a chiamare il 112. Un marocchino, classe 1974, è stato arrestato, giovedì sera, dai carabinieri della compagnia di Treviso, per violenza sessuale. Quando è entrato in caserma il nordafricano ha rotto una porta e danneggiato le suppellettili degli uffici dell'Arma guadagnandosi così anche le contestazioni per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. È stato necessario l'intervento di un medico che è riuscito a calmarlo soltanto dopo avergli somministrato un paio di calmanti. Il grave episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di due giorni fa a Spresiano. L'uomo ha raggiunto l'abitazione della quarantunenne poco dopo le 18.30. Era alticcio e armato di un coltello. Quando la donna ha aperto la porta di casa, l'extracomunitario le ha puntato la lama alla gola e l'ha minacciata. "Non gridare sennò ti ammazzo", le ha detto. Poi, l'ha spinta dentro casa ed ha iniziato a palpeggiarla. A quel punto la quarantunenne ha iniziato a gridare, nel tentativo disperato di divincolarsi dalla presa. Il figlio, diciottenne, che in quel momento si trovava in bagno, è subito accorso in difesa della madre, dopo aver sentito le sue grida. Anche il convivente della quarantunenne, che in quel momento è rientrato, ha contribuito a bloccare l'aggressore e a chiamare il 112. Ma nemmeno la vista dei carabinieri è servita per calmare il quarantenne marocchino. I militari dell'Arma hanno faticato parecchio prima di riuscire a mettere in macchina l'aggressore e portarlo in caserma. L'uomo, poi, anche nella caserma dell'Arma, ha dato in escandescenza. Ha danneggiato le suppellettili di un ufficio ed ha rotto con calci e pugni una porta. A quel punto i militari dell'Arma sono stati costretti a chiamare un medico. Soltanto dopo la somministrazione di un calmante il marocchino è ritornato in sè ed i carabinieri sono riusciti a completare le operazioni di identificazione e a chiudere il verbale. Il marocchino, su disposizione del pubblico ministero Francesca Torri, è stato arrestato con le pesantissime accuse di violenza sessuale, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Ora il nordafricano si trova rinchiuso in una cella del carcere di Santa Bona. Nei prossimi giorni dovrà presentarsi in tribunale, davanti al giudice delle indagini preliminari, per la convalida dell'arresto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA