Perdersi nel paesaggio l'affascinante tragitto per arrivare a Monet

Ultimi giorni - chiuderà il 4 maggio - per visitare alla Basilica Palladiana di Vicenza la mostra "Verso Monet" che, aperta in febbraio, ha superato i 100 mila visitatori e che offre ai visitatori uno straordinario viaggio nella storia della pittura del paesaggio dal '600 a Monet. Una mostra che ha entusiasmato il pubblico: a Verona, dove era stata allestita nei mesi precedenti l'arrivo a Vicenza, era stata vista da 211 mila persone. La mostra prende avvio da un'opera di Annibale Carracci e una di Domenichino per sottolineare come in pittura, tra fine Cinquecento e inizio Seicento, la natura cominci ad assumere un ruolo autonomo, non più limitata a puro fondale scenografico. È divisa per sezioni. Il Seicento, la prima, racconta "Il vero e il falso della natura" e lo testimonia attraverso le opere di Poussin, Lorrain, Salvator Rosa, i grandi olandesi (soprattutto ovviamente Jacob van Ruisdael e il suo studio dal vero) e Rembrandt. Il Settecento, indicato come "L'età della veduta", presenta una ventina di dipinti e propone bellissime vedute dei veneziani, da Canaletto a Bellotto a Guardi, illustrando una delle svolte maggiori che la pittura dedicata al vero della natura ricordi. Quindi l'affascinate sequenza di sale sull'Ottocento, il cosiddetto secolo della natura: dapprima l'ambito romantico con Friedrich e Turner e poi la mediazione con il realismo attraverso Constable. E non mancano i francesi Corot, Courbet e Millet. Infine, la epocale novità impressionista, con Pissarro, Sisley, Caillebotte, Manet e quindi capolavori di Cézanne, Renoir, Van Gogh, Gauguin, Degas «per indicare la caduta del dogma del plein-air e l'entrare nella modernità, quando il paesaggio diventa anche una proiezione della mente» come spiega Goldin. Si attraversano le sezioni "Romanticismi e realismi", "L'impressionismo e il paesaggio", "Monet e la natura nuova". Due intere sale sono dedicat a Van Gogh, mentre l'esposizione si chiude con 25 opere di Monet (tra cui spiccano le Cattedrali e le Ninfee), vera e propria mostra nella mostra, per dire che dalla tradizione legata alla realtà (l'Olanda seicentesca, la foresta di Fontainebleau) in lui si passa alla dissoluzione della materia attraverso l'abbandono del plein-air totale. Un pregevolissimo nucleo di disegni (esposti in esclusiva in questa sede, rispetto a quelli selezionati per Verona, dal momento che i disegni per la loro delicatezza non possono essere esposti per periodi troppo lunghi) costituisce un ulteriore arricchimento dell'esposizione, per il cui allestimento il curatore ha rivisto gli spazi della Basilica, creando un percorso che rende affascinante e chiaramente comprensibile attraverso quali percorsi il paesaggio sia sempre stato - e sempre in forme diverse - il grande protagonista della pittura. Per rispondere alle molte richieste di prenotazioni, e visto anche il periodo festivo che poterà a Vicenza un pubblico ancora più numeroso, gli orari di "Verso Monet" sono stati allungati. Oggi la mostra è aperta dalle 9 alle 20. Domani e sabato fino alle 22, domenica fino alle 21. A seguire: dal 28 al 30 aprile si visita dalle 9 alle 20, l'1 e 2 maggio dalle 9 alle 22, il 3 maggio fino alle 24, e il 4 maggio, ultimo giorno, fino alle 21. I biglietti si possono sempre acquistare fino a un'ora prima della chiusura. "Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento". Basilica Palladiana, Vicenza. Tutti gli orari speciali sul sito www.lineadombra.it. Prenotazioni via web www.lineadombra.it o chiamando il numero del call center 0422.429999. Fino al 4 maggio.