L'orso sale in Cansiglio e sbrana cinque pecore

VENEZIA. La Corte d'assise d'appello ha abbassato oggi la condanna inflitta a Roberto Zuccollo per l'omicidio del benzinaio di Thiene Franco Zoppello: i 19 anni comminati con l'abbreviato in primo grado sono diventati 17 anni e quattro mesi. «Troppo presto per dire come abbia ragionato la Corte - ha detto uno dei difensori, Nicola Guerra - ma noi avevamo sollecitato una diversa configurazione del reato di rapina collegato all'omicidio» I fatti risalgono al pomeriggio del 18 novembre del 2011. Zuccollo, ex istruttore di body building, aveva fatto irruzione nel distributore Esso di viale Europa a Thiene per rapinare i 200 euro dell'incasso. A fronte della resistenza di Franco Zoppello, l'uomo lo aveva colpito con una coltellata che aveva reciso l'arteria femorale uccidendolo. CHIES D'ALPAGO L'orso si è svegliato e ha rifatto la sua comparsa in Cansiglio. Nella notte tra la domenica di pasqua e lunedì dell'Angelo, il plantigrado ha sbranato una pecora intera, in località Staul, sopra Chies d'Alpago. Nei giorni precedenti, però, era transitato da malga Cate, dove ha incintrato gli yak ma, intimorito, non li ha affrontati. Non altrettanto bene è andato a un piccolo gregge di 5 ovini, le pecore sono state tutte sbranate. In varie notti. I guardiacaccia della Provincia di Belluno non escludono che l'orso abbia qualche compagno al seguito. La scoperta l'ha fatta Franco Pianon, il noto allevatore alpagota, che vicino al sentiero frequentato dall'orso ha una stalla dove in questi giorni avrebbe dovuto portare all'alpeggio ben 400 mucche. «Sinceramente ho preso paura e non rischio per ora di portare la mandria al pascolo» ammette «Ritarderò l'alpeggio fino a che non mi daranno la certezza che l'orso se n'è andato». Ci sono i cani, anche a quella quota. Ma non hanno abbaiato. A dimostrazione che l'animale si è mosso in modo da non allertare nessuno. Ecco perché a Staul la Provincia ha fatto installare una trappola fotografica. Gli uomini del comandante Sommavilla ritengono, infatti, che il plantigrado possa ritornare, alla ricerca di altre pecore. «Che si tratti di un orso non ci sono dubbi» afferma il dottor Giuseppe Michieletto, veterinario dell'azienda sanitaria intervenuto sul posto per constatare le cinque carcasse di pecora «A Staul ha lasciato anche una traccia, dei peli. Per come abbiamo trovato i resti degli animali, in particolare le alterazioni sulle ossa, possiamo supporre che l'operazione sia stata compiuta quattro o cinque notti fa. Non è escluso che il plantigrado, dopo aver ucciso le pecore tutte insieme, sia ritornato le notti seguenti a divorarle». Michieletto considera l'evento come normale. «È evidente che dopo il letargo questo animali si rimettono in attività e percorrono i tracciati più o meno conosciuti. Un anno fa si era già registrato il suo passaggio a malga Cate». (fdm)