Le lingue? Le impariamo sul palco

A portare un pezzo di Germania direttamente a Treviso, al collegio Pio X, ci ha pensato ieri e lunedì mattina Uwe Kind, artista di fama internazionale che ha incontrato un centinaio di studenti trevigiani. A metà tra l'insegnante e lo show man, Kind ha proposto agli studenti trevigiani una lezione sui generis. Per imparare una lingua straniera, come il tedesco, il metodo brevettato da Kind unisce alla didattica una scorpacciata di musica, balli e canti. Insomma, per prendere dimestichezza con lessico, grammatica e pronuncia, la parola d'ordine è divertirsi muovendosi a ritmo di rap e techno music. Regola che i giovani alunni hanno accettato di buon grado allontanandosi, per una volta, dai tradizionali libri di testo. A seguire le spiegazioni del docente tedesco, nell'auditorium del Pio X, c'erano oltre 150 studenti delle medie, alcune classi del collegio trevigiano, ma anche delle scuole Martini e dell'istituto di Crocetta del Montello. Ieri invece altrettanti alunni delliceo classico Canova, quelli dell'Itis Riccati-Luzzatti e del Martini di Castelfranco. Il motto, lanciato a tutti i giovani allievi da Kind è stato: «Deutsch macht Spass!» ovvero il tedesco fa divertire. Kind, insegnante e performer di lingua tedesca ha lavorato per alcuni anni come docente alla New School di New York e ora ha deciso di girare il mondo per far conoscere alle classi del pianeta il suo innovativo metodo di apprendimento linguistico. Dopo America, Cina e Paesi Arabi, la sua maratona canora si è fermata a Treviso, e domani ripartirà alla volta di Ferrara, Germania e Russia. Ma oltre all'esperienza di Uwe Kind, nella Marca esistono anche altre realtà che sposano lo studio di una lingua straniera alla creatività, al teatro e al ballo. E' il caso dell'associazione Gulliver che da dieci anni abbina l'inglese alle arti performative. Attraverso dei camp estivi i ragazzi partecipano a full immersion con docenti madrelingua. Per tutto il tempo delle lezioni si interagisce in inglese, non davanti a cattedra e lavagna, bensì sul palcoscenico. Spiega Laura Negroni, coordinatrice Gulliver: «La nuova didattica ha imposto una svolta. Da tempo l'inglese viene coniugato a canto, danza e recitazione». Molto positivo il risultato ottenuto, continua la responsabile dell'associazione. «L'approccio funziona, il teatro è la miglior simulazione della realtà e il numero crescente delle adesioni ce lo dimostra. L'insegnamento è informale si sta anche all'aperto, seduti per terra e non davanti al libro. Questo permette di sviluppare delle abilità audio orali ma anche culturali che vanno aldilà dello studio canonico». Si abbinano invece sport e inglese al Benetton Basket Camp de La Ghirada. Ma non si disdegnano canzoni e spettacolini in lingua. (v.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA