Erbicidi, allerta tra le viti «A chi esagera, zero Docg»

VALDOBBIADENE Togliere il marchio Docg a chi esagera con il diserbante. È la proposta di Gianluca Fregolent (nella foto), direttore dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agro-alimentari, dopo le varie segnalazioni in questi giorni di diserbo "selvaggio" tra le colline del Prosecco Docg. Il diserbante (quasi sempre il Glifosate) è ammesso dal Regolamento di Polizia Rurale adottato dai 15 Comuni della denominazione, a patto però di rispettare una serie di indicazioni. Se utilizzato nel periodo giusto, non dovrebbe lasciare traccia nel prodotto finale. Complice anche la ripresa vegetativa anticipata, però, quest'anno i filari trattati a Glifosate si vedono a occhio nudo: strisce di colore arancione che interrompono il verde delle colline. Il dissecamento della vegetazione, prodotto dal diserbante, è evidente dopo una decina di giorni dal trattamento. Quest'anno è coinciso con l'arrivo della bella stagione. In molti, tra i produttori, hanno protestato, e qualcuno ha tirato le orecchie agli agricoltori. Tra questi Isidoro Rebuli, presidente della Strada del Prosecco, che ha spiegato come le strisce di Glifosate sulle colline siano un pessimo biglietto da visita anche per la promozione del territorio. «In questo modo si mette a rischio la stessa candidatura a sito Unesco» ha ricordato sabato pomeriggio, all'inaugurazione di una mostra del Prosecco. E in tanti gli hanno dato ragione: «La candidatura Unesco ha come primo obiettivo un'attenzione diversa alla sostenibilità del territorio» ha sottolineato, sabato, Innocente Nardi, presidente Consorzio di Tutela Prosecco Docg. Così, oltre alle multe, potrebbe arrivare una sanzione drastica: «Vigileremo attentamente» è intervenuto Fregolent «e nel caso in cui il Protocollo fosse disatteso, tra le varie sanzioni accessorie prenderemmo in considerazione anche la non rivendicazione del prodotto a Docg Prosecco». Quei vigneti diserbati in modo "massiccio", darebbero quindi un vino che si potrà chiamare "Bianco frizzante" (per esempio) ma non Prosecco Docg. L'avvertimento è chiaro: «È una risposta nella direzione della tutela e ulteriore valorizzazione di un prodotto, e dell'intero territorio» sottolinea Fregolent «per cui è necessario crescere assieme. Rispettare le regole, ed essere sempre più responsabili». Lunedì Fregolent, assieme ai suoi collaboratori, ha studiato attentamente la parte del Regolamento di Polizia Rurale relativa agli erbicidi. Alcuni passaggi, dal punto di vista tecnico, possono essere soggetti a varie interpretazioni. Altri invece sono meno opinabili. Ma in ogni caso, non sarà facile per l'Istituto Repressione Frodi, e per tutti gli enti preposti (in prima linea, i Comuni), accertare la corretta applicazione del Regolamento per quanto riguarda gli erbicidi. Quello che non cambia, sia per i sindaci che per gli ispettori, è il principio fatto proprio da Fregolent: «Tutelare ancora di più, e meglio, prodotto e territorio».