Gava candida Dal Col a "sindaco" delle civiche

di Francesco Dal Mas wVITTORIO VENETO E' Alessandro Dal Col, 29 anni, il candidato sindaco delle liste civiche. Lo ha suggerito Enrico Gava, al momento del suo ritiro. Giovedì prossimo la riunione in cui l'arcipelago civico potrebbe dare il proprio benestare. Ha studiato al liceo Flaminio e si è laureato a Trieste nel 2010 in economia e amministrazione delle imprese. Dal Col è "ceo" presso la società Bclever srls, chairman presso 2Italy e collabora pure alla Wall Painter. Si presenta come un giovane a cui piacciono le donne, ma si definisce single, di nessun orientamento religioso, si professa ateo, mentre l'impostazione politica è, per sua stessa missione, liberale. Dal Col ha partecipato attivamente prima all'associazione "Orizzonti" e poi alla predisposizione della lista "Rinascita" che doveva candidare Enrico Gava a sindaco. L'ex assessore del Psi resterà, con ogni probabilità, a capo della sua lista, ma, appunto, ha indicato nel giovane consulente aziendale l'uomo giusto per dare una svolta alla città. «Decideremo tutti insieme» si limita a commentare Alessandro Valenti, fondatore della civica "Forza Vittorio". Gianni Casagrande, protagonista di un'altra aggregazione, di liberi professionisti e imprenditori, aspetta il rientro dall'estero per dire la sua. Non si pronuncia Giorgio De Bastiani, candidato sindaco 5 anni fa per il centrodestra, che ben volentieri avrebbe accettato la ricandidatura, anche se pure lui, come Gava, ha nuovi incarichi professionali a cui attendere. L'ex senatore Maurizio Castro, che aveva dato il suo appoggio a Gava, sta cercando, per la verità, una donna come sostituto per lo scranno più alto della città. Ma si adeguerà alle indicazioni di Gava se questi insisterà per Dal Col. Sensibile alla dimensione religiosa, Castro raccomanda comunque il massimo rispetto per l'istituzione ecclesiale in una città che ha nel suo dna l'appartenenza alla tradizione cattolica. Dal Col in queste ore si sta già muovendo, soprattutto nell'area giovanile. Intanto continuano i commenti sul ritiro di Gava. «Mi dispiace molto della scelta di Gava – ammette Roberto Tonon, candidato del Pd -. Lo stimo personalmente e professionalmente, in Comune sarebbe stato senz'altro un valore aggiunto, spero che non rinunci del tutto ad una presenza attiva nell'agorà municipale. Soprattutto – aggiunge l'esponente dei Democratioci – con Gava condividevo la necessità, anzi l'urgenza di dare una svolta alla politica vittoriese». Al sindaco Gianantonio Da Re non è invece piaciuta l'analisi che Gava ha fatto dello status politico e culturale di Vittorio Veneto, «è vero però che con la sua partecipazione, seppur critica, la comunità ne avrebbe guadagnato». Sta tentando di reinserirsi nell'area civica Carlo Casagrande con la sua lista, ma gli sta costando cara, politicamente, l'opzione pro-Da Re. E, comunque, per i civici vittoriesi la sua candidatura sarebbe comunque improponibile, considerando il vuoto d'operosità lasciato dopo le elezioni del 2005.