Bilancio veneto, primo sì ma è assalto alla diligenza

di Filippo Tosatto wVENEZIA Primo sì al bilancio e finanziaria regionali 2014, licenziati in commissione con i voti della maggioranza di centrodestra dopo una vivace discussione che ha sciolto solo in parte le tensioni politiche della vigilia. A fronte di 8,45 miliardi complessivi di spesa, gli investimenti "liberi" (cioè non assorbiti dai capitoli obbligatori dell'amministrazione) ammontano a 237 milioni. Grazie a tagli e risparmi, per la prima volta, da tre anni a questa parte, il Veneto dispone di un "tesoretto" (espressione aborrita dall'assessore al bilancio Roberto Ciambetti, convinto, non a torto, che evochi l'assalto alla diligenza) ma a stravolgere i progetti della vigilia è giunta l'emergenza maltempo. In attesa che il Governo si pronunci sugli aiuti richiesti - ieri la Camera ne ha rinviato l'esame al 7 marzo - Luca Zaia ha deciso di stanziare un centinaio di milioni per sanare i danni di alluvioni e frane, prelevandoli da altre voci. Circostanza che ha innescato un braccio di ferro tra gli assessori dotati dei portafogli più consistenti: Luca Coletto (sanità), Renato Chisso (mobilità), Massimo Giorgetti (lavori pubblici). Tant'è. Ieri la commissione ha approvato alcune variazioni - 150 milioni nel triennio per il nuovo ospedale di Padova, 16 milioni alla sanità per gli interventi nel sociale, uno stanziamento per le indennità degli emotrasfusi - rinviando la resa dei conti al dibattito in aula, che avrà inizio il 5 marzo. «Sarà un bilancio che, nonostante le ristrettezze, darà risposte concrete ai territori e che, ancora una volta, non metterà le mani in tasca ai cittadini veneti, in controtendenza rispetto a ciò che avviene nelle altre Regioni e a livello nazionale», il commento di Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, capogruppo e vice di Forza Italia per il Veneto. Ben diverso l'atteggiamento dell'opposizione, a cominciare dal Pd: «Una manovra deludente, che offre risposte parziali e inadeguate alle più acute emergenze che investono il Veneto, cioè l'ambiente, il trasporto pubblico e il disagio sociale», afferma lo speaker Lucio Tiozzo; «Chiedevamo chiarezza, abbiamo ricevuto annunci», rincara Piero Ruzzante «e quindi non possiamo che rigettare la proposta ricevuta». Ed è il welfare, oggetto di tagli di spesa, la linea del Piave dei democratici, che domani - al Crowne Plaza di Padova - chiamano a raccolta il mondo del volontariato: «Diamo un cuore al Veneto», lo slogan della manifestazione alla quale parteciperanno volti storici dell'associazionismo e amministratori: «Rispetto ai 120 milioni stanziati nel 2010 per le politiche sociali, nel 2014 la giunta Zaia ne ha messi a bilancio soltanto 50», è l'accusa di Claudio Sinigaglia, «così sono stati azzerati i capitoli per la prevenzione, i piani per l'infanzia e l'adolescenza, quelli per le povertà estreme e le vittime della tratta, gli aiuti per le famiglie in difficoltà, ridotti i fondi per la non autosufficienza, i disabili, le impegnative di domiciliarietà. Il che significa scaricare il costo di anziani, malati e portatori di handicap sempre più sulle famiglie e sui Comuni».