I nemici della gente? Per i veneti sono mafiosi e politici

di Daniele Ferrazza wTREVISO Poco sotto i mafiosi, poco sopra gli evasori fiscali. Il benvenuto è questo. Alla domanda, con risposta multipla: quali sono i soggetti che maggiormente considera dei nemici, i veneti rispondono le mafie (il 44%), i politici (40%), gli evasori fiscali (35%). Persino i criminali sono percepiti meno nemici dei politici. Lo rivela un sondaggio Swg (febbraio 2014, panel di mille soggetti, metodo Cawi) per i nostri giornali, che mostra come la stima dei veneti verso i politici sia molto bass,adecisamente peggiore degli italiani, che considerano più nemici le mafie, poi gli evasori e solo al terzo posto i politici. Nel giorno della visita del premier Matteo Renzi a Treviso l'umore è questo. Il governatore, Luca Zaia, lascia la scena al premier e si limita a un tweet di annuncio. Con lui, in un colloquio diretto, parlerà di costi standard, alluvione e fondi per la scuola. Ci pensano assessori e consiglieri regionali a fare la lista della spesa: al pirotecnico Renzi non basterebbero tre giorni per dare ascolto a tutti. «Spero davvero che non pensi ad una passerella a favor di media per colmare vuoti programmatici del suo Governo» tuona senza convinzione i capogruppo della Lega in Regione, Federico Caner, che chiede garanzie su Electrolux e fondi per l'alluvione. Il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, è conciliante: «Il fatto che la prima uscita in qualità di premier avvenga nel Nordest dimostra che ha capito che il rilancio del Paese passa soprattutto da qui. Meno tasse, meno burocrazia, diminuzione del costo del lavoro e sblocco dei debiti della Pubblica amministrazione, sono impegni che Renzi ha illustrato che il mondo delle piccole e medie imprese del Nordest aspetta da tempo. Abbiamo bisogno di avere un sistema Paese che funzioni meglio e che costi meno». «Non vogliamo manifesti né spot elettorali, ma impegni e parole concreti per i nostri territori» sintetizzano Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, di Forza Italia per il Veneto, che rilanciano la litanìa del Veneto «stanco di essere trattato come periferia dell'impero, di non vedere riconosciuta la virtuosità dei suoi comuni, di assistere puntualmente all'impugnazione di leggi e regolamenti davanti alla Corte Costituzionale». «Il guaio - risponde loro Simonetta Rubinato, deputato del Pd – è che gli amministratori regionali come Bond e Cortelazzo ancora una volta si presentano all'appuntamento a mani vuote. Se il consiglio regionale avesse già approvato la proposta di legge sull'autonomia differenziata, redatta da Luca Antonini, potrebbero sfruttare la procedura accelerata dando allo Stato 60 giorni di tempo per aprire la trattativa con la Regione sulle materie e risorse da trasferire» «Segnale di attenzione importante» anche per il capogruppo regionale di Italia dei Valori Antonino Pipitone. Antonio De Poli, senatore Udc, chiede che il premier «Colga l'occasione e vada anche a Susegana, negli stabilimenti Electrolux, dove centinaia di dipendenti sono molto preoccupati del loro futuro». Al veleno il benvenuto di Maurizio Conte, vicesegretario della Lega Nord del Veneto: «Giornata di scuola e propaganda. E' l'ennesimo vuotissimo spot: una gita fuori porta dall'amico di partito». ©RIPRODUZIONE RISERVATA